Napolitano: «Superare le contrapposizioni»

Redazione
02/02/2011

Da Bergamo, dove sta facendo una visita ufficiale alla città,  Giorgio Napolitano ha ribadito il suo ruolo istituzionale: «Non è...

Napolitano: «Superare le contrapposizioni»

Da Bergamo, dove sta facendo una visita ufficiale alla città,  Giorgio Napolitano ha ribadito il suo ruolo istituzionale: «Non è mio compito intervenire e interferire nella dialettica fra le forze politiche e sociali». Il capo dello Stato ha spiegato che il suo «fondamentale dovere è rappresentare l’unità nazionale che si esprime nel complesso delle articolazioni delle istituzioni». Le istituzioni sono, quindi, il suo punto di riferimento e «poi c’è la dialettica tra le forze politiche e sociali ma lì» ha concluso «non ho compiti di intervenire nè di interferire». Poi ha lanciato un forte appello a uscire «da una spirale insostenibile di contrapposizioni, arroccamenti, prove di forza da cui può soltanto uscire ostacolato ogni processo di riforma».
INFORMAZIONE PIÙ PACATA. E se davanti a tanta violenza, «è ingiusto cercare nel giornalismo molte colpe per una deriva che c’é stata nella vita politica», dice il presidente, «molto spesso l’informazione è gridata, c’é una gara a chi grida di più, ed è difficile sottrarsi, dissociarsi, da questa rincorsa che finisce per immiserire l’informazione. Occorre una informazione più responsabile, più pacata».
«Ormai c’é uno spazio abnorme, nei telegiornali e nei notiziari, dedicato alla cronaca nera e giudiziaria. Queste notizie hanno preso il posto di altr essenziali come, per esempio, le informazioni internazionali, spesso sottaciute», ha proseguito il capo dello Stato durante la sua visita al quotidiano Eco di Bergamo.
Infine a Palazzo Frizzoni, sede del Comune cittadino, dove ha inaugurato le celebrazioni per i 150 dell’unità d’Italia, Napolitano ha detto: «Negli enti locali il confronto è più sereno rispetto a quello che si respira nella nostra Capitale a livello nazionale».
IL SOSTEGNO DI BERLUSCONI Gli ha risposto a distanza il premier Silvio Berlusconi che si è detto d’accordo con il Colle. «Il governo condivide pienamente l’appello del Capo dello Stato. La nostra condivisione» ha detto il Cavaliere in una nota -«non è di parte ed è esente da ogni strumentalismo. E pensiamo che debba essere quella di tutte le forze parlamentari e politiche responsabili».
L’AFFONDO DI FAMIGLIA CRISTIANA In un editoriale che sarà pubblicato il 3 febbraio sul settimanale Famiglia Cristiana si legge: «La spaccatura attuale del Paese non é di natura politica in senso tradizionale, ma del tutto personale, e ruota intorno alla figura del premier, Silvio Berlusconi». «Dal 1946 a oggi» sottolina ancora l’editoriale «non si é mai vista una crisi simile».