La Nasa presenta alla Cop28 un centro per studiare i gas serra nell’atmosfera

Fabrizio Grasso
05/12/2023

L’agenzia spaziale statunitense ha svelato a Dubai un nuovo hub per analizzare le emissioni e l’impatto della crisi climatica sul pianeta. Pubblicherà online i dati e i modelli informatici provenienti da osservazioni eseguite sulla Stazione spaziale internazionale.

La Nasa presenta alla Cop28 un centro per studiare i gas serra nell’atmosfera

La Nasa conferma il suo impegno nella lotta alla crisi climatica. L’agenzia spaziale americana ha presentato alla Cop28 di Dubai il Greenhouse Gas Center degli Stati Uniti, un nuovo hub che ha l’obiettivo di studiare le emissioni nell’atmosfera e il loro impatto sulla salute ambientale. Sfruttando gli strumenti presenti a bordo della Stazione spaziale internazionale, pubblicherà online dati e modelli informatici per favorire l’azione dei governi e la collaborazione fra le varie nazioni. «Lavoriamo per portare lo spazio sulla Terra a beneficio di tutti», ha spiegato l’amministratore della Nasa Bill Nelson. «È un altro modo per sottolineare come l’amministrazione Biden-Harris si impegni per fornire gli strumenti a quante più persone possibile». Hanno collaborato al progetto l’Environmental Protection Agency (Epa), il National Institute of Standards and Technology e la National Oceanic and Atmospheric Administation (Noaa).

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Alla Cop28 la Nasa ha annunciato il Greenshoue Gas Center per studiare le emissioni di CO₂ e metano e contrastare così la crisi climatica.
L’amministratore della Nasa Bill Nelson (Getty Images).

La Nasa analizzerà le emissioni naturali e derivanti dall’attività umana

«I dati della Nasa sono essenziali per apportare i cambiamenti necessari sul campo per proteggere il clima», ha proseguito Nelson durante la conferenza alla Cop28. L’amministratore dell’agenzia spaziale ha dunque anticipato che il Greenhouse Gas Center lavorerà su tre fronti differenti. In prima battuta infatti cercherà di catalogare e stimare le emissioni derivanti dalle attività umane, che costituiscono la gran parte dei gas serra presenti nell’atmosfera. In secondo luogo identificherà fonti e pozzi naturali presenti sia negli oceani sia sulla terraferma. Infine, sfruttando informazioni aeree e spaziali, quantificherà i grandi eventi di emissione di metano, riconducibili ai settori dell’energia, dei rifiuti e dell’agricoltura. Più di un quarto proviene infatti da lavorazione e trasmissione di gas e petrolio. «Individuarne e limitarne la propagazione rappresenta una delle migliori opportunità per ridurre il riscaldamento globale», ha spiegato la Nasa.

I dati, che saranno disponibili open source sul sito ufficiale del Greenhouse Gas Center, sfrutteranno tutti gli strumenti già in orbita della Nasa. Fondamentale sarà, per esempio, la missione Emit (Earth Surface Mineral Dust Source Investigation), già operativa con una serie di spettrometri che misurano la luce nelle lunghezze d’onda visibili e a infrarossi per analizzare le emissioni di metano sulla Terra dallo spazio. «Un obiettivo del Greenhouse Gas Center degli Stati Uniti è quello di accelerare l’uso collaborativo dei dati scientifici», ha aggiunto Argyro Kavvada, responsabile del programma del centro presso la sede della Nasa a Washington. «Stiamo lavorando per metterli nelle giuste mani che sappiamo usarli per aiutare il pianeta». Oltre ai dati grezzi, la Nasa diramerà infine i relativi algoritmi per consentire a chiunque di fare studi supplementari ed eseguire analisi avanzate con risorse computazionali.