Nasa Peregrine, perdita di carburante: salta lo sbarco sulla Luna

Fabrizio Grasso
09/01/2024

Astrobotic ha abbandonato il tentativo di allunaggio meno di 24 ore dopo il lancio per un guasto al sistema di propulsione che ha impedito di caricare le batterie. L’obiettivo è ora portare il lander quanto più vicino possibile al satellite prima che resti senza potenza. In ritardo anche Artemis 2, che potrebbe slittare al 2025.

Nasa Peregrine, perdita di carburante: salta lo sbarco sulla Luna

Il primo allunaggio di un lander privato è rimandato. Nasa Peregrine, la missione dell’agenzia spaziale americana progettata in collaborazione con Astrobotic, ha infatti accusato gravi problemi dopo il decollo tanto da spingere la società ad abbandonare i propositi per uno sbarco sulla Luna. In una comunicazione ufficiale nella notte italiana, riportata anche dalla Cnn, la compagnia ha annunciato una perdita critica di carburante per colpa di un guasto al sistema di propulsione. Rallentato l’orientamento verso il Sole e il caricamento delle batterie, che hanno irrimediabilmente compromesso l’esito della missione. L’obiettivo primario resta ora quello di portare il veicolo quanto più vicino possibile alla Luna prima che perda potenza. Gli esperti suggeriscono però che restino appena 40 ore di autonomia.

Astrobotic ha abbandonato il tentativo di allunaggio meno di 24 ore dopo il lancio per un guasto al sistema di propulsione che ha impedito di caricare le batterie. L’obiettivo è ora portare il lander quanto più vicino possibile al satellite prima che resti senza potenza.
Il decollo della missione Peregrine (Getty Images).

Nasa Peregrine, cos’è successo al lander privato di Astrobotic dopo il lancio

Decollato con successo alle 8.18 italiane dell’8 gennaio da Cape Canaveral, il lander Peregrine si è staccato dal secondo stadio del razzo Vulcan – anch’esso costruito da un privato – circa 50 minuti dopo. Da allora ha iniziato il suo viaggio in solitaria verso la Luna, che sarebbe dovuto durare cinque giorni. Qui sarebbe poi rimasto circa un mese prima di tentare lo sbarco il 23 febbraio. L’ambizioso programma è tuttavia saltato già alle ore 15.40 italiane quando Astrobotic ha avvertito i primi problemi di assetto, non riuscendo infatti a orientare il lander verso il Sole e quindi a ricaricare le batterie. Dopo circa tre ore di manovra, la società è riuscita a ovviare all’imprevisto, confermando tuttavia un guasto al sistema di propulsione e una grave perdita di carburante che impedirà l’allunaggio.

Alle 22.13 dell’8 gennaio Astrobotic ha pubblicato la prima fotografia inviata dal lander Nasa Peregrine in cui è possibile vedere i materiali esterni piegati e distorti. «Il primo indizio visivo che si allinea con i nostri dati di traiettoria indicano un’anomalia alla propulsione», ha affermato la compagnia su X. Poco prima delle 4 del mattino italiane, la società ha fornito l’ultimo importante aggiornamento sulla missione. Le batterie del lander sono cariche al 100 per cento, ma garantiranno solamente 40 ore di operatività, durante le quali si tenterà il maggior numero di test possibile per inserire Peregrine in un’orbita sicura ed evitare quindi che diventi spazzatura spaziale incontrollata. Sviluppato grazie a un contratto con la Nasa da circa 100 milioni di euro (108 milioni di dollari), porterà anche alla perdita della strumentazione e degli oggetti a bordo, tra cui le ceneri di tre attori di Star Trek.

Artemis 2 potrebbe slittare al 2025: «Previsti mesi di ritardo»

I guai alla missione Peregrine non rappresentano tuttavia il solo problema al programma della Nasa. Come ha riportato un ex dipendente dell’agenzia alla Cnn, Artemis 2 potrebbe slittare addirittura al 2025. Primo viaggio con equipaggio verso la Luna, previsto per novembre 2024, sarebbe «il ritardo di diversi mesi». Tre i principali problemi. In primo luogo, la struttura usata per costruire e lanciare il razzo Sls o Space Launch System «ha subito più danni del previsto». In seconda battuta, lo scudo termico della navicella Orion che ospiterà i quattro astronauti a bordo «si è erosa in modo inaspettato durante Artemis 1 dopo l’esposizione a temperature elevate». Gli ingegneri avrebbero anche riscontrato problemi nell’integrarla con il modulo di servizio europeo responsabile di energia e propulsione. I ritardi farebbero slittare l’intero programma, con Artemis 3 che rischia di non vedere la luce prima del 2026 o addirittura 2027.

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