Nasce Openleaks, fratello di Wiki

Redazione
12/12/2010

Wikileaks si sdoppia. O, meglio, si divide.  Da lunedì 13 dicembre sarà online Openleaks.org, un nuovo sito catalizzatore di informazioni...

Nasce Openleaks, fratello di Wiki

Wikileaks si sdoppia. O, meglio, si divide.  Da lunedì 13 dicembre sarà online Openleaks.org, un nuovo sito catalizzatore di informazioni segrete che verranno distribuite a giornali o a organizzazioni non governative.
Secondo le indiscrezioni pubblicate dal sito svedese Dn.se, il nuovo spazio web è stato creato da Daniel Domscheit-Berg, Herbert Snorasson e altri fuoriusciti che nello scorso ottobre abbandonarono Wikileaks, in polemica con le modalità di gestione di Assange, poco collettive.
L’intenzione tuttavia non è fare concorrenza a Wikileaks. «L’obiettivo di lungo periodo è creare una piattaforma trasparente e solida per la divulgazioni di informazioni segrete, e invogliare altri a fare lo stesso», ha detto al giornale svedese una fonte interna che ha chiesto di rimanere segreta. «Sul breve periodo», ha aggiunto, «vogliamo completare l’infrastruttura tecnica e assicurare che l’organizzazione continui a essere democraticamente governata da tutti i suoi membri, piuttosto che da una sola persona o gruppo».
Insomma, uno scisma pensato anche per cooperare. Saranno diverse da quelle di Wikileaks le modalità operative del nuovo sito. Openleaks non pubblicherà direttamente le informazioni ricevute, ma fungerà semplicemente da intermediario. Tutti i documenti ricevuti verranno forniti di volta in volta a un giornale, televisione o ong; se questi non li dovessero pubblicarli entro un certo periodo di tempo concordato saranno passati ad altri media.
«Il controllo editoriale e le responsabilità relative saranno dell’editore che pubblicherà le informazioni. Noi cercheremo di essere semplicemente i messaggeri tra la fonte e il mezzo con cui la fonte prova a mettersi in contatto», ha continuato l’intervistato.
In questo modo, Openleaks spera di evitare la censura e le pressioni politiche che sono toccate a Wikileaks, culminate con l’arresto il 7 dicembre di Julian Assange (leggi la notizia).