Natale, per cena della vigilia e pranzo del 25 spesa media di 85 euro a persona

Redazione
24/12/2023

L’80 per cento degli italiani mangerà sia la sera del 24 che il giorno successivo a casa propria o di parenti. Ceneranno o pranzeranno al ristorante in più di cinque milioni.

Natale, per cena della vigilia e pranzo del 25 spesa media di 85 euro a persona

L’80 per cento degli italiani passerà sia la sera della vigilia sia il pranzo di Natale a casa propria o di parenti. Dopo un autunno difficile per i consumi alimentari, gli italiani tornano a spendere per la cena della vigilia e il pranzo del 25 dicembre. Secondo un sondaggio di Natale Confesercenti-Ipsos, il budget medio sarà di 85 euro a persona. La spesa maggiore è stata prevista per la cena del 24 dicembre, con un investimento medio di 45 euro a persona contro i 40 del pranzo del 25 dicembre. Questo per “colpa” del menù a base di pesce, generalmente più costoso della carne. Lo evidenzia un sondaggio di Natale Confesercenti-Ipsos: per contenere comunque le spese gli italiani sui pesci di allevamento e sulle qualità meno pregiate. Meglio vanno i prodotti artigianali (in particolare i panettoni) e le specialità della tradizione enogastronomica di Natale delle cucine locali.

Natale, per cena della vigilia e pranzo del 25 dicembre attesa una spesa media di 85 euro a persona. Al ristorante in cinque milioni.
Pranzo di Natale (Imagoeconomica).

Ceneranno o pranzeranno in un ristorante nei due giorni di festa oltre 5,1 milioni di italiani

Gli amici, invece, sono più gettonati il 24 sera rispetto al giorno di Natale. Il 12 per cento degli italiani passerà infatti la vigilia a casa di amici, contro il 7 per cento che lo farà il 25 a pranzo. Complessivamente, ceneranno o pranzeranno in un ristorante nei due giorni di festa oltre 5,1 milioni di italiani: in questo caso preferenza (9 per cento contro 5 per cento) per il pranzo del 25. «Quest’anno la spesa si è schiacciata nei giorni immediatamente precedenti le feste, con un ingorgo di acquisti e prenotazioni all’ultimo minuto che ha creato qualche problema ai negozi di vicinato e alla piccola e media distribuzione alimentare, soprattutto sul fresco di qualità», ha dichiarato Daniele Erasmi, presidente di Fiesa, l’associazione delle imprese di vicinato e della piccola e media distribuzione alimentare Confesercenti. «Se è vero che dopo un autunno difficile per le vendite alimentari, con le feste è tornata voglia di acquistare, è vero anche che l’inflazione purtroppo condiziona ancora le scelte delle famiglie e i margini delle imprese, sempre più ristretti».