Naufragio di migranti nel Mar Egeo al largo della Turchia

Naufragio di migranti nel Mar Egeo al largo della Turchia

Un barcone è affondato davanti alle coste di Ayvalik. I morti sono almeno nove, quattro donne e cinque bambini. Ma prosegue la ricerca dei dispersi.

03 Maggio 2019 14.53

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Nuova strage di migranti nel Mar Egeo. Nella rotta 'blindata' dall'accordo tra Unione europea e Turchia del 2016, gli attraversamenti si sono ridotti ma si continua a morire. Almeno nove persone, quattro donne e cinque bambini, hanno perso la vita dopo che il natante su cui erano partiti dalla costa turca di Ayvalik verso le isole greche è affondato.

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La Guardia costiera di Ankara ne ha recuperato i corpi in mare e ha salvato cinque loro compagni di viaggio, tra cui una donna e un altro minore. Risultano ancora disperse altre tre persone che si trovavano a bordo, tra cui le autorità sospettano possa esserci lo scafista. Fino a sera le ricerche sono proseguite a Ovest dell'isolotto disabitato di Ciplak, a circa un chilometro dalla costa turca. Una strage che giunge a poche ore dalla morte di un altro migrante sempre nelle acque dell'Egeo ma più a Sud, al largo di Bodrum. La vittima era un siriano di 37 anni. Con l'avvicinarsi dell'estate, potrebbe esserci un'impennata dei tentativi di attraversamento, dopo che nei primi quattro mesi del 2019 i viaggi in questo tratto di mare erano diminuiti.

LA TURCHIA RESTA CRUCIALE PER I FLUSSI VERSO L'EUROPA

Secondo il ministero dell'Interno di Ankara, i migranti che hanno cercato di attraversare il mare sono stati il 17,6% in meno rispetto al 2018, scendendo a 6.864. Un calo confermato anche dall'Unhcr. Eppure la Turchia resta cruciale per i flussi verso l'Europa. A dimostrarlo è anche il drammatico ritrovamento dei corpi assiderati di sei uomini nella provincia orientale di Van, al confine con l'Iran, dopo lo scioglimento delle nevi invernali. Persone probabilmente morte nell'attraversamento della frontiera, da cui nonostante una barriera di separazione giungono ogni anno decine di migliaia di migranti asiatici. Solo dall'inizio del 2019 le autorità turche hanno fermato 80 mila irregolari, oltre la metà afghani e pakistani. Un pugno di ferro di cui in queste ore il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ribadito il prezzo: «Se l'Europa oggi può vivere in pace», ha detto inaugurando a Istanbul la moschea più grande del Paese, «è grazie alla Turchia che ospita 4 milioni di rifugiati».

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