L’ultima tortura inflitta a Navalny: una canzone pop ultranazionalista alle 5 di mattina

Redazione
23/01/2024

L'oppositore di Putin è finito per la 25esima volta in isolamento, la seconda da quando è stato trasferito in un carcere oltre il circolo polare artico. Qui, ha raccontato, si sveglia ogni giorno ascoltando - suo malgrado - prima l’inno nazionale e poi il brano patriottico Ya Russkiy (“Sono russo”) di Shaman, ormai il cantante preferito del presidente.

L’ultima tortura inflitta a Navalny: una canzone pop ultranazionalista alle 5 di mattina

Alexey Navalny è stato mandato di nuovo in cella di punizione: è la 25esima volta dall’agosto del 2022 e alla fine dei 10 giorni di isolamento il dissidente russo avrà trascorso in un’angusta cella di rigore ben 283 giorni in meno di un anno e mezzo di detenzione. A denunciarlo è lo staff dell’oppositore di Vladimir Putin, condannato a 19 anni di carcere per estremismo. È la seconda volta che Navalny viene mandato in isolamento da quando, a dicembre, è stato trasferito in un remoto carcere oltre il circolo polare artico. Nel corso di tutti questi mesi dietro le sbarre, ha denunciato di essere stato avvelenato, aggredito e privato di adeguate cure mediche. Adesso ha rivelato di dover affrontare una nuova sfida: ogni mattina alle 5, ha spiegato su X tramite il suo staff, viene infatti svegliato dal brano nazionalista di un cantante putiniano.

L’ultima tortura inflitta in carcere all'oppositore russo Navalny: una canzone pop ultranazionalista alle 5 di mattina.
Alexey Navalny (Getty Images).

Shaman ha cavalcato l’ondata di patriottismo diventando una star in Russia

Prima l’inno nazionale russo, poi il brano di Shaman Ya Russkiy, titolo che significa “Sono russo”. Questa la routine mattutina a cui viene sottoposto Navalny. Shaman, vero nome è Yaroslav Dronov, ha cavalcato l’ondata di patriottismo alimentata dalla guerra in Ucraina ottenendo enorme successo con un brano in cui canta che i russi «non possono essere spezzati» e sono in grado di «arrivare fino alla fine», onorando «il sangue dei loro padri». Il 32enne Shaman, che spesso si esibisce con un completo di pelle nera e una fascia al braccio con i colori della bandiera russa, è diventato un punto fermo della tv di Stato e, ovviamente, figura tra i sostenitori di Putin alle prossime elezioni presidenziali. A novembre, durante un concerto trasmesso dall’emittente pubblica, Shaman ha simulato la detonazione di una bomba atomica premendo un pulsante rosso in una finta valigia nucleare, facendo esplodere attorno a sé dei fuochi d’artificio.

L’ironia di Navalny sulla «seconda canzone più importante del Paese»

«Shaman è diventato famoso quando ero già in prigione, quindi non ho potuto né vederlo né ascoltare la sua musica. Ma sapevo che era diventato il cantante preferito di Putin», ha scritto Navalny su X. «Certo che ero curioso di ascoltarlo, ma in prigione non potevo. Poi mi hanno portato a Yamal e qui ogni giorno alle 5 del mattino sentiamo il comando: “Alzati!” seguito dall’inno nazionale e poi dalla seconda canzone più importante del Paese: “Sono russo”». Ironia della sorte, ha aggiunto, una volta la propaganda di Stato aveva evidenziato il fatto che era solito marciare con i nazionalisti russi e ora, a distanza di anni, ogni mattina si deve sorbire una canzone pop ultranazionalista per scopi educativi. «A dire il vero non sono ancora sicuro di aver capito bene cosa siano la post-ironia e la meta-ironia. Ma se non lo è questo, allora che cos’è?».