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Nave sbanda a Venezia e rischia l'incidente

Nave sbanda a Venezia e rischia l’incidente

Il maltempo rende complicate le manovre e la nave sfiora uno yacht. Panico tra i membri dell’equipaggio, i passeggeri dei battelli e la gente a riva. La procura aprirà un fascicolo d’inchiesta.

07 Luglio 2019 21.59

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Il maltempo ha procurato attimi di autentico terrore a Venezia, il 7 luglio, quando una nave della Costa Crociere ha rischiato di finire contro la riva sbandando poco dopo il bacino San Marco, mentre sulla città infuriava una burrasca di grandine e vento. Secondo informazioni della Capitaneria di porto, la prua della nave sarebbe arrivata a sfiorare uno yacht ancorato in Riva Sette Martiri, e altre imbarcazioni del servizio pubblico di trasporto, riuscendo però ad evitare l’incidente. Sul fatto la procura di Venezia aprirà un fascicolo d’inchiesta.

CONDIZIONI METEO PROIBITIVE

La nave, la ‘Costa Deliziosa’, stava uscendo dal porto, guidata dai rimorchiatori, e probabilmente a causa delle proibitive condizioni meteo si è trovata in difficoltà a mantenere la rotta. All’altezza dei Giardini, il pilota ha fatto partire la sirena prolungata dell’emergenza, mentre i rimorchiatori di prua tentavano con fatica di ‘raddrizzarla’. Tra i passeggeri che si trovavano sui vaporetti in navigazione c’è stato il panico, e anche chi era a riva ha vissuto momenti di paura, temendo potesse ripresentarsi la situazione del 2 giugno, con la collisione nel canale della Giudecca tra la ‘Msc Opera’ e un battello granturismo.

EQUIPAGGIO DELLO YACHT IN FUGA

I membri dell’equipaggio dello yacht sfiorato dalla Deliziosa si sono lanciati letteralmente a terra per mettersi al sicuro. Vista la prua che continuava ad avvicinarsi pericolosamente i marinai dell’Elysia’, un 50 metri con bandiera di Cape Town, si sono ‘fiondati’ dalla scaletta sul molo, rifugiandosi nel posto di guardia della vigilanza privata della barca. L’episodio è stato riferito dalla stessa guardia giurata.

SI APRIRÀ UN FASCICOLO D’INCHIESTA

La procura di Venezia ha fatto sapere che l’apertura del fascicolo è un atto dovuto. Al momento, non ci sarebbe intestazione di reato né di nomi. L’indagine si baserebbe su testimonianze, video in rete web ma tutto è vincolato dall’attesa dei rapporti ufficiali di tutti gli enti responsabile a diverso titolo della navigazione in laguna. Intanto il presidente dell’autorità portuale di Venezia, Piero Musolino, ha commentato così i fatti: «Ci riserviamo di avviare una tempestiva verifica per appurare se la nave avesse ricevuto i necessari permessi e ottemperato alle necessarie verifiche. Riteniamo inoltre necessario organizzare al più presto un ulteriore incontro con la Capitaneria di porto per valutare ed eventualmente sollecitare l’adozione di altre misure per garantire che il traffico navale avvenga in piena sicurezza per la città».

TONINELLI: «ISPEZIONE IMMEDIATA»

Il caso è seguito anche dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: «Ho già disposto una immediata ispezione ministeriale per verificare quanto accaduto a Venezia», ha scritto su Facebook, «il terzo rimorchiatore che abbiamo imposto è stato determinante per evitare un incidente. Ma non basta. Dopo 15 anni di nulla, siamo vicini a una soluzione per togliere le grandi navi da San Marco. E lo faremo tutelando sicurezza, ambiente, turismo e occupazione».

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