Brugnaro attacca Toninelli per le navi da crociera a Venezia

Il sindaco di Venezia accusa il ministro dei Trasporti per l'incidente in Laguna: «La responsabilità è di chi non ha deciso cosa fare». Da Genova rincara la dose Toti: «Il governo condanna la città all'isolamento».

08 Luglio 2019 13.57
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Da Venezia a Genova è partito un fuoco incrociato su Danilo Toninelli responsabile, secondo i critici, di eccessivo attendismo.

In mattinata a dare il “la” era stato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Dopo il nuovo incidente sfiorato in Laguna che ha coinvolto la nave da crociera ‘Costa Deliziosa’, il primo cittadino ha sentenziato: «La responsabilità maggiore di quanto è accaduto il 7 luglio e di quello che potrà accadere in futuro è di chi non ha deciso in questi mesi: il ministro Toninelli, che ha poteri funzionali sull’intera filiera portuale, dalla Capitaneria di porto alla Guardia costiera, dal Provveditorato alle opere pubbliche all’Autorità di sistema portuale».

IL SINDACO: «IL TEMPO DELL’ATTESA È FINITO»

In ogni caso, sempre secondo il sindaco, le condizioni meteo-marine che hanno fatto da sfondo all’incidente sono state «eccezionali» e le autorità competenti «faranno chiarezza su quanto accaduto». La procura di Venezia ha infatti aperto un’inchiesta. Brugaro si è quindi complimentato con tutto il personale marittimo che «ha affrontato con grande competenza le difficoltà». Ma sulla vicenda delle grandi navi in Laguna «il tempo dell’attesa è finito».

LA PROPOSTA: PERCORSO ALTERNATIVO CON CANALE VITTORIO EMANUELE

Per il sindaco occorre impedire il transito delle navi a San Marco e lungo il Canale della Giudecca. E al ministro Toninelli chiede di «venire al più presto a riferire alle istituzioni cittadine gli esiti dell’ennesima ispezione che ha ordinato». La speranza è che «sia l’occasione, dopo un anno di attesa, per ragionare di grandi navi con umiltà e senza preconcetti ideologici e politici». La soluzione indicata dal sindaco è un persorso alternativo: «Dalla bocca di Porto di Malamocco, attraverso il Canale dei Petroli, con destinazione Marittima via Canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole; e destinazione Marghera, canale Nord lato Nord, per quelle più grandi». Il Canale Vittorio Emanuele, tuttavia, al momento non esiste. Per Brugano «si può realizzare in circa un anno con capitali privati, in attesa di progetti alternativi che necessitano di tempi più lunghi, almeno 5 o 10 anni».

TONINELLI: «BRUGNARO STRAPARLA»

«Brugnaro come al solito straparla», ha risposto Toninelli su Twitter. «Dopo anni di inerzia anche da parte di quelli della sua area politica, siamo vicini a una soluzione seria per mettere fuori le grandi navi da Venezia. Marghera è opzione scellerata per sicurezza e ambiente, convinceremo di ciò anche l’Unesco».

L’AFFONDO DI TOTI SU GENOVA

Ma Venezia non è l’unico fronte aperto per Toninelli. A rincarare la dose contro l’esecutivo e il titolare delle Infrastrutture ci ha pensato Giovanni Toti, coordinatore di Forza Italia e governatore della Liguria. «Cinquecento milioni di appalti pronti per la Gronda di Genova, la tangenziale autostradale indispensabile per i porti liguri, dunque per la logistica dell’intero Paese. Perché non si parte? Semplice, manca la firma del ministero al progetto esecutivo», ha attaccato Toti su Facebook.

500 milioni di appalti pronti per la Gronda di Genova (la tangenziale autostradale indispensabile per i porti liguri…

Publiée par Giovanni Toti sur Lundi 8 juillet 2019

«E dire che la Regione ha già provveduto agli espropri e agli indennizzi per liberare il tracciato», ha aggiunto Toti. «Cosa stiamo aspettando? Quell’opera darà migliaia di posti di lavoro e una volta finita farà risparmiare tutte le imprese che spediscono o ricevono merci dai nostri scali». «È questo il modo di rendere giustizia a Genova dopo il disastro del Morandi?», si è chiesto quindi il governatore. «Non serve fare proclami attraverso video in cui si promette giustizia ai cittadini per il crollo del ponte se nel frattempo si ritarda e si blocca la modernizzazione della nostra rete autostradale. Così si condanna Genova all’isolamento».

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