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Com'è andato il primo giorno del concorso per Navigator a Roma

Com’è andato il primo giorno del concorso per Navigator a Roma

Molto bassa l’affluenza dei candidati. Nel primo turno si è presentato solo il 35% degli aventi diritto. Numeri analoghi nel pomeriggio con le presenze ferme al 37% del totale previsto.

18 Giugno 2019 20.44

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Pochi, ma molto motivati. Possono definirsi così i “soli” 3.194 candidati navigator – il 35% su ben 8.980 attesi – che il 18 giugno si sono presentati alla Fiera di Roma per sostenere il primo dei sei turni di selezione che si svolgeranno fino a giovedì 20 giugno. I tempi sono stati rispettati, non c’è stato nessun problema di congestione del traffico e nemmeno di file troppo lunghe agli ingressi, forse soprattutto perché in molti hanno desistito senza neanche provarci. Numeri simili anche per il secondo turno, quello delle 14:30 che ha accolto 3.335 candidati, il 37% del totale che era fissato a 8.980.

CANDIDATI PROVENIENTE DA TUTTA ITALIA

Un’analisi completa dei numeri dei presenti si potrà fare solo alla fine dei tre giorni di selezione dei complessivi 53.907 candidati ammessi alla prova per 2.908 posti disponibili. Per ora, però, si può dire che chi al concorso si è presentato era sicuramente molto motivato. Sono arrivati a Roma da tutta Italia. Da Pordenone a Cosenza, da Monza ad Andria, da Pescara a Isernia e tutti con un unico obiettivo: diventare navigator e aiutare i percettori del reddito di cittadinanza a trovare lavoro. La precarietà di un’offerta di lavoro, garantita solo per due anni (a partire dalla firma del contratto prevista per luglio 2019), non li spaventa, anzi sarebbe comunque un miglioramento rispetto alla situazione lavorativa, o di disoccupazione, in cui versa la maggioranza dei candidati intervistati.

LE VOCI DEI CANDIDATI

Anna, per esempio, ha 31 anni ed è nata a Lecce. Vive a Roma da 13 anni, qui ha studiato psicologia e qui vorrebbe restare se diventasse navigator. «Non ci credo tanto in questo concorso, ma lo provo perché rispetto alla mia attuale posizione sarebbe un miglioramento», ha raccontato sincerandosi che non ci siano telecamere a riprenderla «altrimenti, se mi vedono in tv che figura ci faccio con i miei pazienti?». Poi c’era Cesare, che non rientra nell’identikit del candidato navigator: non è una donna (il 73% lo è), ha quasi cinquant’anni (per la precisione 49) e non viene dal Sud. Arriva da Ancona, dove nonostante la laurea in psicologia lavora da anni nel turismo, affittando appartamenti per l’estate. Quella di diventare navigator è per lui l’opportunità di tornare a fare il lavoro che ha sempre sognato: «Mi piacerebbe molto, apprezzo soprattutto che per la prima volta sia stato emesso un bando pubblico per chi è specializzato in psicologia del lavoro».

NECESSARI 60 PUNTI SU 100 PER PASSARE LA SELEZIONE

Dopo circa un’ora dall’avvio della prova, fra i primi a uscire c’è Antonio, 31 anni, laureato in Giurisprudenza a Bologna e disoccupato: «Non era così infattibile, ma nemmeno semplicissima, diciamo abbastanza facile», ha detto mostrandosi cautamente ottimista. La maggioranza dei candidati, comunque, ha utilizzato tutti i 100 minuti messi a disposizione per rispondere alle 100 domande del quiz. Meglio non avere fretta e decidere bene quale risposta dare, visto che quelle sbagliate comportano una penalità e che il punteggio minimo da raggiungere è di 60 su 100. Un augurio ai candidati navigator è arrivato anche dai 654 precari dell’Anpal Servizi che in una lettera aperta li hanno invitati a costruire «nuove forme di solidarietà tra vecchi e nuovi precari».

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