Neanderthal, scoperto nel Dna il segreto delle persone mattiniere

Redazione
14/12/2023

Un nuovo studio sui nostri antenati potrebbe spiegare cosa spinge alcuni individui ad andare a letto e alzarsi presto. È colpa della loro vita ad alte latitudini con giornate molto più corte rispetto a quelle dell’Africa, culla dell’Homo Sapiens con cui si unirono.

Neanderthal, scoperto nel Dna il segreto delle persone mattiniere

Andare a letto presto la sera e alzarsi alle prime luci dell’alba potrebbe essere un’eredità genetica dei Neanderthal. È quanto afferma un team dell’Università di Berkeley, in California, che ha analizzato una sequenza del Dna pressappoco completa appartenente a una donna di 50 mila anni fa. Le cosiddette allodole, persone che come gli omonimi uccelli prediligono le ore diurne alla notte a differenza delle civette, avrebbero una quantità superiore dei geni neanderthalensis rispetto ad altre. Naturalmente, tuttavia, non si tratta dell’unico fattore in grado di scandire l’orologio biologico di un individuo, ma è probabile che abbia contribuito. Le ricerca è disponibile integralmente sulla rivista scientifica Genome Biology and Evolution.

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Il Dna dei Neanderthal si è unito a quello dell’Homo Sapiens 70 mila anni fa

Nel 70 mila a.C., in quello che gli storici chiamano Paleolitico medio, l’Homo Sapiens abbandonò l’Africa per colonizzare l’Europa e l’Asia. Qui si ritrovò a dover combattere con un clima molto più freddo, cui però già da millenni si erano abituati i suoi “parenti” più stretti, i Neanderthal. Sebbene quest’ultimo sia scomparso per lasciare posto alla nuova specie dominante, ha convissuto e si è più volte unito creando individui ibridi. Proprio grazie a questi accoppiamenti, gli umani dell’epoca contemporanea conservano nel loro genoma il 4 per cento del Dna dei Neanderthal, compresi tratti legati alla pigmentazione di capelli e pelle e al sistema immunitario. «Analizzando i frammenti dei nostri precursori presenti ancora nel genoma dei moderni esseri umani, abbiamo scoperto una tendenza sorprendente», ha spiegato al Guardian il professor John Capra, epidemiologo dell’Università della California di San Francisco. «La loro eredità influisce sui ritmi circadiani dei nostri giorni».

Essere mattinieri dipende dai geni ereditati dai Neanderthal, costretti ad alzarsi presto per procurarsi il cibo. La scoperta negli Usa.
La ricostruzione di una famiglia Neanderthal (Getty Images).

Sfruttando i dati della Uk Biobank, database che contiene informazioni genetiche su circa 500 mila soggetti, il team di Capra è convinto che il Dna dei Neanderthal potrebbe contribuire alle attitudini dei più mattinieri anche oggigiorno. Non solo molte persone sono portatrici di tali informazioni, ma ci sarebbe un collegamento con le loro abitudini quotidiane. Gli scienziati di Berkeley sospettano che sia una diretta conseguenza dell’adattamento a una vita difficile ad alte latitudini. «Crediamo che si tratti di un orologio costretto a correre più velocemente per adattarsi a nuovi ritmi delle giornate». Come hanno ricordato gli esperti, in Africa i primi uomini potevano godere di circa 12 ore di luce, il cui 30 per cento era necessario per cacciare e raccogliere frutta. In Europa e Asia, soprattutto in inverno, il tempo diminuì a tal punto da spingere le persone ad anticipare il risveglio.