Nel letto del tiranno

Alessandro Giberti
24/01/2011

Dalla Ceausescu alla Ben Ali: le spietate mogli dei dittatori.

Scriveva il Time in un articolo pubblicato il 14 maggio 1928, che «il ruolo delle regine regnanti è splendente ma dai contorni indefiniti». Al suo opposto, il settimanale americano indicava la figura della moglie del dittatore. Per la sola capacità di saper «persuadere, sedurre o rimproverare un uomo, queste donne sono in grado di indirizzare i destini di una nazione».

Da donna Rachele a Leila Ben Ali

A quei tempi all’identikit corrispondevano Mercedes Castellanos, moglie del dittatore spagnolo Don Miguel Primo de Rivera; la “nostra” donna Rachele Guidi Mussolini (definita «placida»); Alexandra Sczerbinska Pilsudska, consorte del ‘dittatore benevolo’ polacco Josef Pilsudski; la «misteriosa» Madame Stalin, al secolo Nadezhda Alliluyeva: e le mogli del padre della Turchia Mustafa Kemal, Halide Edib e, in seconde nozze, Latife (Ataturk divorziò da entrambe segnando il passo dell’occidentalizzazione della Turchia).
A quei tempi, Eva Braun doveva ancora incontrare il suo Adolf, così come Claretta Petacci il Duce. E comunque, trattandosi di relazioni non-ufficiali, non sarebbero state comprese a pieno titolo nella categoria in esame.
STILE PUPA DEL GANGSTER. Nel corso della storia si sono susseguiti gli esempi di donne forti al fianco di capi di Stato autoritari e dittatori (guarda la photogallery delle mogli dei tiranni), e spesso gli storici hanno cercato di individuare i germi della crudeltà di lui nell’incastro fatale della relazione con lei.
Storie di arricchimenti, vite vissute ignorando completamente il popolo, egoismo in purezza. Racconti che si sono moltiplicati nel tempo, fino a comprendere la cronaca, con l’ultima spettacolare fuga di Lady Tunisia, al secolo Leila Trabelsi, con in tasca 1,5 tonnellate d’oro trafugate dalla banca di Tunisi. Addio, e tanti saluti.