Nel nome di papi

Gabriella Colarusso
23/12/2010

Tra Chi e Vanity Fair. Così comunicano i figli di Berlusconi.

Nel nome di papi

Per Barbara, Luigi ed Eleonora c’è persino un acronimo a segnare la distanza dai Berlusconi senior, Marina e Piersilvio: Bel, ultimo gioiello nato nella galassia societaria della famiglia Berlusconi, destinato ai tre pargoli di secondo letto. Ma all’interno della famiglia più potente d’Italia non si distinguono solo incarichi, azioni e predestinazioni. Anche le strategie comunicative dei giovani Berlusconi rispecchiano i mille volti del superleader. Se la rampante Marina preferisce Chi, principale settimanale di gossip italiano, e il topless per ammaliare i suoi spettatori, Barbara sceglie invece il più colto e chic Vanity Fair per esprimere il suo “dissenso”. Luigi, ancora acerbo, appare con look scombinato e un po’ rockettaro su riviste di diverso genere, Piersilvio ama farsi fotografare esibendo yacht e pettorali. Eleonora sfugge.
POTERE DI SOVRANITA’. Tempi, modi e contenitori con i quali gli eredi di Berlusconi intervengono nel dibattito pubblico differiscono, e non a caso. Il meccanismo con cui scelgono le interviste, gli interlocutori, si spiega con il foucaultiano «potere di sovranità», riflette Fausto Colombo, docente di Media e politica all’università Cattolica di Milano. «Quella Berlusconi è una dinastia, sovrana nel campo della politica, dei media e dell’economia e, pur nella diversità di approcci comunicativi, i singoli membri contribuiscono, con le loro uscite pubbliche, a esercitare un’attrazione preideologica verso tutta l’antropologia berlusconiana», dice Colombo. Fu la stessa Marina, in un’intervista al Corriere della Sera del 2009, a parlare di «dynasty». Lei, 44 anni, manager di ferro, moglie, mamma, primogenita del premier, che, con la stessa naturalezza, appare in topless sulla rivista di famiglia Chi e rilascia seriose interviste al Corriere della Sera nel nome del Padre, dei valori, dell’azienda. La donna in carriera lascia disinvoltamente il posto alle femmina matura che ha ceduto alle lusinghe della chirurgia plastica, abbandonandosi così a un’inedita vanità.
MARINA E IL DOPPIO RUOLO. «Marina, che studia da erede, ed è capo della Mondadori, ricalca il ruolo doppio del padre, muovendosi con abilità tra politica e gossip. Incarna la dimensione anfibia di Berlusconi, mostrando al pubblico quello che vuole vedere, l’intimità, il pregio. Il potere che genera consenso. Marina è la perfetta sintesi di cultura di massa e populismo».

Piccole Berlusconi crescono

Barbara, invece, 26 anni, neolaureata in filosofia, madre anche lei, conserva un profilo più indipendente rispetto all’immagine del padre Silvio, riservando spesso stoccate amare all’uomo e al politico. Come l’ultima intervista rilasciata a Vanity Fair, nella quale la giovane Berlusconi ha dato il suo appoggio a Matteo Renzi del Pd, ha criticato Mara Carfagna, ha ribadito, ancora una volta, la sua distanza da certe abitudini private del premier. «Barbara rilascia interviste molto scelte, nei tempi giusti, a un giornale, Vanity Fair, da gossip intellettuale, che fa un po’ spiaggia di Capalbio, in linea con quella buona discrezione borghese di cui è figlia», commenta Colombo. Proprio come sua madre Veronica, che ha sempre preferito la radical chic Repubblica al liberal conservatore Corriere della sera per spesso criticare le scelte di Berlusconi. «Una, Barbara, dà l’endorsement a Matteo Renzi, per altro distruggendolo così politicamente, l’altra, Veronica, lo diede a Veltroni», dice Luigi Crespi, ex sondaggista di Berlusconi, per anni molto vicino alla sua famiglia. La comunicazione di Barbara, e quella episodica di Luigi, hanno, secondo Crespi, un dna ‘lariano’ più che berlusconiano. «Al netto delle sparate narcisistiche, vedi Piersilvio fotografato a torso nudo e Marina in topless, i figli di Berlusconi nati dal primo matrimonio si muovono all’interno di una comunicazione d’impresa, aziendale», spiega Crespi. «Non hanno mai rilasciato dichiarazioni anche solo vagamente contrarie al padre, né come imprenditore né come politico, i figli di Veronica sì. In questo, Marina e Piersilvio sono consigliati dagli stessi uomini che per anni hanno consigliato Berlusconi e lavorato nelle sue aziende: Signorini, Crippa».
LA SCOMPARSA DEL MASCHIO. Ma c’è un’altra differenza che colpisce nella saga Berlusconi: la progressiva scomparsa del maschio. Pur essendo una dinastia patriarcale, infatti, la famiglia del premier è a decisa guida femminile. Almeno sul terreno della comunicazione pubblica e sentimentale. Piersilvio e Luigi compaiono poco nelle cronache mondane e no, raramente commentano, restano in disparte. «Luigi è ancora una figura tutta da definire, che non fa ancora precise scelte comunicative. Piersilvio è uno che ci sa fare, mostra i muscoli, lo yacht, ma direi che sono marginali rispetto al protagonismo mediatico delle donne Berlusconi».