Nel segno dell’e-book

Redazione
06/10/2010

Pierluigi Mennitti Giornata inaugurale per la tradizionale Fiera del libro di Francoforte, la più grande esposizione del settore nel mondo...

Nel segno dell’e-book

Pierluigi Mennitti

Giornata inaugurale per la tradizionale Fiera del libro di Francoforte, la più grande esposizione del settore nel mondo con i suoi 7533 espositori in rappresentanza di 111 Paesi. Gli editori italiani presenti alla rassegna sono quest’anno 324, raggruppati come di consueto nel padiglione 5. Sugli oltre 170 mila metri quadrati della fiera, vengono presentati 300 mila titoli. Dal 6 al 10 ottobre sono attesi dagli organizzatori 300 mila visitatori, 10 mila giornalisti e un numero difficile da quantificare di editori, autori, librai, produttori cinematografici e agenti dei diritti d’autore.
Nei saloni del palazzo fieristico di vetro in riva al Meno saranno giorni frenetici, come in una seduta di borsa, per le trattative sui diritti, gli scambi commerciali, gli affari. In Germania l’editoria è in leggera crescita, circa 10 miliardi di euro stimati nel 2010, lo 0,8% in più del volume d’affari rispetto allo scorso anno, nel quale tuttavia non si era fatta troppo sentire la crisi generale.

Pagine d’Argentina

Come ricorda la Frankfurter Allgemeine Zeitung alla quale è d’obbligo affidarsi se non altro perché qui gioca in casa, una tradizione dell’appuntamento di Francoforte è anche la presenza di un Paese ospite d’onore.
Dopo la grande attenzione suscitata nella passata edizione dalla Cina, tocca quest’anno a un’altra terra ricca di letteratura, l’Argentina, rappresentata nel giorno dell’inaugurazione dal presidente Cristina Fernandez de Kirchner e da 60 letterati che, sostiene la Frankfurter citando alcuni osservatori, sarebbero stati scelti per una certa accondiscendenza verso le politiche presidenziali.
Tuttavia, come osserva in un altro articolo dello stesso quotidiano Georg Giesberg, da tempo l’attenzione degli operatori e dei lettori è catalizzata totalmente dall’editoria elettronica, dai suoi sviluppi tecnici e dalla crescita dell’offerta, non più relegata ai campi del diritto e dell’economia.

Gli editori: abbassare l’Iva per le produzioni digitali

La faranno da padrone i nuovi supporti elettronici, gli e-book: e-reader, kindle, i-pad, persino gli smartphone, sbarcati da qualche anno sul mercato e periodicamente raffinati nella qualità tecnologica, nelle potenzialità di memoria e, soprattutto, nella capacità di lettura offerta ai potenziali clienti.
Nonostante in Germania il 99% degli incassi sia ancora dovuto alla vendita di libri cartacei, scrive Giesberg, ci troviamo nella stessa situazione di 600 anni fa, quando Johannes Gutenberg inventò i caratteri di stampa mobili. Ampio spazio viene dato nell’articolo alle parole del direttore della Fiera, Jürgen Boos: «Al tempo di Gutenberg i conventi persero la loro funzione, gli amanuensi il loro lavoro e iniziò un nuovo illuminismo. Anche oggi ci dobbiamo attendere simili, drammatiche conseguenze: chi avrà da perdere potrà essere il libro stampato, non certo gli autori».
Guardando le cifre, la strada parrebbe ancora lunga, ma oggi i tempi si vanno rapidamente accorciando. E per far crescere adeguatamente anche l’offerta di titoli, il presidente della potente associazione dei librai tedeschi, Gottfried Honnefelder, si è nuovamente appellato al governo affinché venga introdotta una riduzione dell’Iva sulla produzione digitale dei libri.

Il saggio vince ancora

Sullo stesso argomento interviene con un lungo editoriale Gregor Dotzauer sul Tagesspiegel, sgombrando il campo dalla superata diatriba fra libro cartaceo e libro elettronico: «Laddove tempo fa si parlava di concorrenza e contrapposizione, oggi domina una pacifica coesistenza», scrive il giornalista.
E questa attenuazione dei confini fra mondo cartaceo e mondo digitale appare particolarmente evidente proprio nel libro, che sembra aver ritrovato una forza centrale come unico mezzo in grado di propagare tesi elaborate e complesse, e di conseguenza emozioni, dibattiti e contrasti, grazie anche al gioco mediatico di sponda fatto dagli altri media.
Che sia carta o bit, poco importa. Lo straordinario successo autunnale di tre libri di saggistica (Dotzauer si riferisce a quelli di Sarrazin sull’immigrazione islamica, di Heisig sulla criminalità giovanile e di Schwarzer sull’educazione) riabilita il libro come vero mezzo multimediale, a prescindere dal supporto con il quale lo si legge. Un buon auspicio per operatori e lettori impegnati a Francoforte.