Nemici carissimi

Redazione
06/10/2010

«Ormai con Mara abbiamo poco da dirci. Lei ha preso una strada, io un’altra». Così il capogruppo di Futuro e...

Nemici carissimi

«Ormai con Mara abbiamo poco da dirci. Lei ha preso una strada, io un’altra». Così il capogruppo di Futuro e libertà (Fli) alla Camera, Italo Bocchino, ha rotto ufficialmente l’amicizia con il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna.

Mara v/s Italo

Conterranei, da sempre legati da stima e affetto, finora i due politici erano sempre stati in linea sulle decisioni più importanti, come la candidatura al governo campano di Stefano Caldoro.
Ma ora la situazione è cambiata. «Ha commesso errori gravi, compiuto scelte poco comprensibili. Nei confronti di Elisabetta Tulliani, Mara si è comportata male», ha spiegato Bocchino «Ha un ruolo decisivo, è il ministro dei diritti e non può tacere quando i giornali si muovono con un solo fine: massacrare mediaticamente una donna che ha solo la colpa di essersi innamorata dell’uomo che ha puntato il dito contro Berlusconi. Il suo silenzio è stato incomprensibile e inaccettabile».
Punto. Tutto finito. In realtà, la prima lapidaria risposta sul loro rapporto l’aveva data il ministro Carfagna: «Non rinnego un’amicizia, ma non sono affatto d’accordo con lui. Ora siamo su due fronti opposti». La scissione dei finiani ha provocato anche questo.

Benedetto v/s Daniele

Lo scontro tra due ex Radicali di razza, invece, è più datato e insanabile. Benedetto Della Vedova e Daniele Capezzone si erano incontrati sotto l’egida di Marco Pannella, quando uno era eurodeputato e l’altro appena arrivato a largo Argentina. Poi si sono ritrovati tra le file del Popolo della libertà (Pdl), dove Capezzone era stato investito subito del ruolo di portavoce ufficiale berlusconiano. Non si può dire che fossero migliori amici, ma neppure antagonisti.
Ora che Della Vedova è approdato nell’area finiana, le loro strade si sono separate di nuovo e in maniera definitiva. La contraddizione di Capezzone è stata riassunta dal quotidiano online di Fli FareFuturo, che ha pubblicato tutte le dichiarazioni del periodo in cui Capezzone era uno dei più formidabili nemici del Cavaliere (leggi l’articolo con tutti i pensieri di Capezzone). Un lavoro di archivio cha mina la credibilità dell’ex enfant prodige radicale.

Gianfranco v/s Ignazio

Una diatriba tutta siciliana ha visto contrapposti Gianfranco Miccichè e Ignazio La Russa. Quando Miccichè ha ufficializzato la sua uscita dal Pdl per fondare un nuovo partito del popolo siciliano, che sembra vicino alle sensibilità di Fli, ha accompagnato l’annuncio con un attacco frontale al coordinatore del Popolo delle libertà: «È volgare e violento. Un fascista autentico». Tolto il sassolino dalla scarpa, l’esponente siciliano si è sentito più leggero.
Chi li conosce bene dice che è strano vedere Roberto Menia e Fini da una parte e La Russa e Gasparri dall’altra, mentre «in una foto in bianco e nero di qualche anno fa sembravano legati a doppia mandata». Oggi i finiani non coincidono più con l’ex An e tantomeno con quel gruppo solido di colonnelli che affiancava sempre il presidente della Camera. Per fortuna almeno l’amicizia tra Alessio Butti (Pdl) e Stefano Saglia (Fli) sembra reggere sotto la pressione dei diversi schieramenti.

Enzo v/s Anna Maria

Che dire, poi, dell’attrito emiliano tra il deputato bolognese di Fli, Enzo Raisi, e Anna Maria Bernini. Per il deputato finiano, l’occasione di scontro si è verificata all’ennesimo attacco della vice portavoce del Pdl contro Fini: «Mi domando se questa Bernini sia la stessa che, da collaboratrice di FareFuturo, venne nel mio ufficio a chiedere un’intercessione nei confronti di Gianfranco Fini per essere inserita nelle liste della Camera dei deputati, e che fu scelta come rappresentanza femminile nelle liste Pdl dell’Emilia Romagna nel 2008». A dimostrazione che nulla viene lasciato correre e ogni azione del passato è rinfacciata alla prima occasione.