Il caso del neonato abbandonato a Villanova Canavese e ritrovato da un operaio

Valentina Sammarone
15/01/2024

Il piccolo è stato trovato sabato 13 gennaio vicino a un bidone dell'immondizia nel Torinese. Era dentro a un sacchetto di plastica con placenta e cordone ombelicale ancora attaccati. I medici dell'ospedale di Ciriè l'hanno chiamato Lorenzo e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione.

Il caso del neonato abbandonato a Villanova Canavese e ritrovato da un operaio

Sabato 13 gennaio 2024, intorno alle 18.30 circa, a Villanova Canavese, paesino di mille abitanti nel Torinese, il figlio 15enne di Paolo Laforet, Casey, ha sentito un suono provenire da due bidoni dell’immondizia situati accanto al grande portone di metallo che separa la loro casa dalla strada. Si trattava del lamento di un neonato appena abbandonato, ancora con la placenta e il cordone ombelicale attaccati. A Fanpage.it, il giovane ha raccontato di essersi spaventato: «Mi sembrava come un gatto ma avevo capito che non lo era. Sono corso subito a casa a chiamare mio padre».

Il ritrovamento e le condizioni di salute

Il bambino, chiamato Lorenzo dai medici dell’ospedale Ciriè dove attualmente si trova ricoverato, è stato lasciato in una busta della spesa e nudo. Le sue condizioni di salute, però, non sarebbero preoccupanti. Lo staff di Adalberto Brach del Prever, direttore della pediatria dell’ospedale, ha preso in cura il neonato: «Fortunatamente dal suo abbandono al ritrovamento non è passato molto tempo, ma è arrivato in ospedale in ipotermia, quindi dal suo arrivo è tenuto in incubatrice per motivi di sicurezza, ma è in buone condizioni di salute. Pesa più di tre chilogrammi e al momento non emergono particolari problematiche». Brach del Prever ha ricordato che «in tutti gli ospedali è possibile partorire in anonimato».

Il caso del neonato abbandonato a Villanova Canavese e ritrovato da un operaio
Paolo Laforet, 49 anni.

Aperta un’inchiesta per tentato infanticidio

La procura ha avviato un’indagine per tentato infanticidio ed emesso un appello rivolto alla madre, con l’invito a presentarsi e assicurandole che ci sono alternative all’abbandono: «Si presenti, ne terremo conto». L’obiettivo è farle capire che c’è ancora la possibilità di prendersi cura del suo bambino.

La famiglia Laforet vuole adottare Lorenzo

Nel frattempo, la famiglia che ha ritrovato il piccolo desidera avviare le pratiche per adottarlo. Paolo Laforet, 49 anni di origine sinti, ha una moglie e tre figli, di cui uno fuori casa, già sistemato. «Abbiamo già chiesto più di una volta di poter adottare il bambino. Sappiamo che è un percorso lungo, ma sarebbe bello ricevere una telefonata in cui ci dicono che può diventare uno della nostra famiglia», ha spiegato l’operaio. Che successivamente ha detto: «Ci conosciamo tutti e non ho visto donne della zona in stato interessante. Secondo la mia opinione è una persona di fuori, ma una persona che conosce però questa zona e sa che questa strada non ha nemmeno una telecamera di sicurezza».