La cosa più logica: tornare a votare con una nuova legge

Paolo Madron
22/03/2018

La compagine uscita dopo il 4 marzo è un groviglio inestricabile. A meno di colpi di scena, Mattarella dovrà giocare la carta di un governo di scopo il cui mandato sia vincolato al superamento del Rosatellum e alla definizione del Def, per poi tornare subito alle urne.

La cosa più logica: tornare a votare con una nuova legge

Hanno un che di grottesco e convulsivo i tentativi dei partiti di trovare la quadra prima per eleggere i presidenti delle Camere, poi si suppone per fare un governo che non vada sotto al primo delicato passaggio in parlamento. Comunque la si giri, l’impresa di formare una maggioranza minimamente stabile non ha pressoché possibilità di riuscita. Riassumiamo per i distratti l’inestricabile groviglio.

UN REBUS INTRICATO. I grillini sono usciti dalle elezioni come di gran lunga il primo partito, ma non al punto da poter comandare da soli. Il centrodestra è uscito come la coalizione vincente, ma non abbastanza per procedere in autonomia. E con in più un drastico mutamento dei rapporti di forza al suo interno visto che è la Lega e non Berlusconi a comandare. Il Pd ha preso una tale botta che ancora non si capacita. E comunque, per saggezza dei reggenti o divina illuminazione, nonostante le tentazioni si è chiamato fuori dalla corsa a Palazzo Chigi. Poi, a coté, c’è il convitato di pietra che siede sul Colle, e che finora si è ben guardato dall’intervenire (almeno pubblicamente) limitandosi ad accorati appelli al senso di responsabilità. Una neutralità che però non potrà durare a lungo, visto che dopo Pasqua dovrà avviare le consultazioni e assegnare a qualcuno almeno un mandato esplorativo.

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Se il Pd persiste nell’encomiabile proponimento di non farsi tirare per la giacchetta da chicchessia degli altrui schieramenti, trovare la soluzione in mezzo a cotanto guazzabuglio risulterà più difficile che dimostrare l’ipotesi di Riemann in matematica. Toccherà dunque ripiegare su più realistici obiettivi, ed è qui che Mattarella potrà far pesare tutta la sua moral suasion. Ovvero puntare a un governo di scopo il cui mandato lo vincoli alla definizione in tempi brevi di una nuova legge elettorale e alla definizione del Documento di economia e finanza che Bruxelles attende a maggio, per poi rimandare gli italiani alle urne.

ROSATELLUM PERFETTO PER NON FAR VINCERE NESSUNO. Una legge che abbia come imperativo categorico quello di far inequivocabilmente emergere un vincitore all’indomani delle elezioni, vuoi con un premio di maggioranza o introducendo un sistema a doppio turno. Era evidente sin dalla sua comparsa, infatti, ma all’indomani del 4 marzo è diventato lampante, che il Rosatellum era il 'muoia Sansone con tutti i filistei' di una partitocrazia per la quale il principale dei problemi era non far vincere nessuno. Operazione perfettamente riuscita non fosse che, prima o poi, senza fretta, con tutta la calma del mondo, un governo a questo Paese bisognerà pur darglielo.