«Nessun ribaltone ma impegni disattesi»

Redazione
06/12/2010

Fini tranquillizza sul ribaltone ma non rinuncia a nuovi affondi sul Cavaliere. Casini assesta altri colpi ma apre la porta...

Fini tranquillizza sul ribaltone ma non rinuncia a nuovi affondi sul Cavaliere. Casini assesta altri colpi ma apre la porta a un governo “dei giovani”. Lo scenario politico è ancora dominato dall’incertezza a una settimana dal dibattito sulla fiducia. Parlando a una platea di ragazzi del liceo Orazio di Roma, il presidente della Camera ha detto che non ci saranno ribaltoni ma «se qualcuno fosse più umile e pensasse di aver torto lui, invece di invocare sempre il complotto, se qualcuno dicesse che alcuni impegni non sono stati mantenuti, le cose sarebbero state migliori». Un Fini in versione tranqullizzante, dunque. Poi però, a una consigliera municipale che gli chiedeva cosa ne pensasse dei ribaltoni politici, il presidente della Camera  ha risposto che il «ribaltone è un sovvertimento della volontà popolare. Non credo che ci saranno ribaltoni ».
Fini ha aggiunto: «Cosa ne pensa lei di tante promesse non mantenute e di impegni disattesi da chi aveva promesso che la legge sarebbe stata uguale per tutti e poi si è occupato solo degli affari suoi?». Evidente il riferimento al presidente del Consiglio: «La politica», ha concluso Fini, «è innanzitutto onestà intellettuale».
Il presidente della Camera è stato anche protagonista di un botta e risposta polemico con un consigliere del Pdl che ha preso la parola durante l’incontro con gli studenti all’Orazio. «C’è un momento in cui mi guardo allo specchio la mattina e mi dico che c’è un limite oltre il quale non si può andare, pena la dignità. Forse lei non ce l’ha ma è un problema suo», ha detto Fini riferendosi alle cosiddette “leggi ad personam”.
Bastone e carota anche da Pierferdinando Casini: «Se siamo vecchi noi, ed è vero, lui allora è catacombale. Noi siamo vecchi ma non vogliamo una poltrona. Lui è più vecchio e vuole rimanerci sopra» ha affermato il leader Udc, prima di lanciare una proposta al premier: «Troviamo un giovane assieme, lo indichi lui, e diamo finalmente a questo paese un governo più giovane. Noi non abbiamo bisogno di un posto se lui non continua con pervicacia a difendere la sua necessità di rimanere lì. Facciamo una bella intesa, un bel governo con giovani bravi e volenterosi»-

 

Bersani: si è ribaltato da solo

Dell’ipotesi di un Berlusconi-bis, rilanciata sui giornali da Fabrizio Cicchitto e dal finiano Italo Bocchino, ha parlato anche il segretario Pd Bersani:  «Sarebbe il quater, un po’ troppo, abbiamo già dato». Bersani ha sottolineato: «Non vorrei che Berlusconi cominciasse con la solita cantilena vittimistica per cui è sempre colpa degli altri. Si è ribaltato da solo, ha fatto tutto lui e adesso il problema è che non si ribalti anche l’Italia. E’ inaccettabile sentire da Berlusconi questa continua attribuzione di colpe agli altri. Ha avuto in mano tutto, ha fatto tutto quel che voleva, ci ha ridotti così». Ma il Pd deve far fronte anche ai mal di pancia dei radicali, dati in bilico secondo alcune indiscrezioni di stampa: «Con i Radicali non si fanno scambi o trattative, come qualcuno dice, non è quella la chiave» ha aggiunto Bersani, spiegando che con i Radicali «parleremo di politica, di alcuni temi che sono alla loro attenzione e anche alla nostra: le missioni internazionali, la giustizia e le carceri».

Opzione radicali, Pannella nicchia

Lo stesso Marco Pannella, leader dei Radicali, in un’intervista al Corriere della Sera fa sapere che «non ci sarà trattativa» in vista del voto di sfiducia del 14 dicembre. I suoi deputati saranno «coerenti nel ritenere necessario e utile a tutti il dialogo». «Fino alla fine e fino all’ultimo minuto utile, anche durante le votazioni, cercheremo di tenere presente, oltre il testo anche il contesto: per almeno ridurre l’intollerabile, l’infame. Liberi di valutare, insomma niente trattativa» spiega Pannella che aggiunge di aver auspicato da anni un ritorno al dialogo con Berlusconi ma lui «ha sempre rifiutato. Ora temo che sia troppo tardi, ma continuerò a provarci».
Quanto alle uscite del premier sui gay e sulle proteste degli studenti, Pannella minimizza e afferma: «le prendiamo come battute di un qualsiasi poveraccio» e poi aggiunge «aveva proprio ragione Veronica ad ammonirlo sugli esempi e i valori che si propongono ai giovani e ai figli. Ma sembra che fosse inutile».