Netanyahu apre a moratoria sulle colonie

Federica Zoja
11/10/2010

Tel Aviv: palestinesi riconoscano Israele. No dell'Anp

Netanyahu apre a moratoria sulle colonie

«Se le autorità palestinesi diranno inequivocabilmente alla propria gente che riconoscono Israele in quanto patria degli ebrei, sono pronto a convocare il mio governo e a richiedere un’ulteriore sospensione (nella costruzione di colonie, ndr)». Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu, rivolgendosi l’11 ottobre ai deputati della Knesset, il parlamento, ha espresso la disponibilità di Tel Aviv a venire incontro alla controparte palestinese, con cui sono stati avviati negoziati diretti il 2 settembre.Le dichiarazioni del premier sono state riferite dal sito web del quotidiano israeliano Haaretz nel pomeriggio dell’11 ottobre.
La risposta dell’Autorità nazionale palestinese, Anp, non ha tardato, con un secco rifiuto a un riconoscimento di Israele come Stato degli ebrei. Ha riferito il portavoce presidenziale Nabil Abu Rudeina: «La questione dell’ebraicità dello Stato non ha nulla a che fare con quella dei negoziati», la cui ripresa dipende dal congelamento delle costruzioni negli insediamenti.
Alla Knesset Netanyahu ha evidenziato che il riconoscimento di Israele non è una condizione sine qua non, ma dovrebbe essere interpretato come un «passo che creerebbe un clima di fiducia nell’opinione pubblica israeliana, che da 10 anni non crede più al desiderio di pace dei palestinesi».
Il primo ministro ha poi proseguito dicendo: «I palestinesi hanno sprecato 10 mesi e ora chiedono di prolungare il congelamento degli insediamenti». La moratoria nella costruzione di colonie israeliane, considerata dall’Anp, indispensabile per la prosecuzione dei colloqui di pace con Israele, è scaduta il 26 settembre: da allora, le ruspe hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Nel caso in cui Netanyahu decidesse per una nuova moratoria sarebbe costretto a esporsi politicamente di fronte al parlamento e all’opinione pubblica conservatrice, convocando il proprio gabinetto per richiederne l’approvazione.
La diplomazia americana sta lavorando per ottenere un prolungamento della sospensione, concedendo a Tel Aviv garanzie nei negoziati. Nella riunione straordinaria dei Paesi membri della Lega araba tenutasi a Sirte, in Libia, l’8 ottobre, i ministri degli Esteri hanno raggiunto l’intesa sul sostegno alla posizione palestinese intransigente in materia di colonie.
«Israele è la patria del popolo ebraico e un Paese democratico per tutti i suoi cittadini» ha concluso Benjamin Netanyahu.