Netanyahu: «Non entrare a Rafah vuol dire perdere la guerra»

Redazione
11/02/2024

Il premier israeliano promette un corridoio sicuro per i civili, ma Hamas avverte: «Un'azione di terra farà saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi». Le famiglie dei prigionieri pronte a denunciare l’organizzazione palestinese alla Corte dell'Aja. Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.

Netanyahu: «Non entrare a Rafah vuol dire perdere la guerra»

Nel corso di un’intervista a Abc News, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha respinto le richieste di evitare un’offensiva militare a Rafah: «Sostanzialmente ci stanno dicendo di perdere la guerra, di tenere Hamas lì». La città più meridionale della Striscia Gaza è diventata il rifugio per quasi un milione di sfollati palestinesi, spinti a sud dalla guerra: Netanyahu ha detto che l’esercito israeliano garantirà «un passaggio sicuro per la popolazione civile» in vista dell’assalto alla città di Rafah, respingendo i timori di un’ulteriore carneficina. L’Idf ha già intensificato le operazioni nell’area: l’emittente araba Al Jazeera riporta che 25 persone sono morte e altre decine rimaste sono rimaste ferite nel bombardamento di un edificio residenziale nella zona est della città. L’Egitto, riporta Haaretz, ha avvertito Hamas che l’esercito di Tel Aviv opererà a Rafah se non raggiungerà un accordo con Israele entro due settimane.

Netanyahu: «Non entrare a Rafah vuol dire perdere la guerra». Gli aggiornamenti sul conflitto Israele-Hamas.
Sfollati palestinesi a Rafah (Getty Images).

Hamas avverte: un’azione di terra a Rafah farà saltare i colloqui

«L’approfondimento delle operazioni a Gaza ci porta più vicini ad un accordo realistico per il ritorno degli ostaggi», ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. «Siamo entrati nel cuore dei luoghi più sensibili di Hamas, usando l’intelligence palestinese contro di loro». Gallant è stato smentito da Mohammed Nizal, figura di spicco di Hamas: «Un’azione di terra a Rafah farà saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi», ha dichiarato alla tv della fazione islamica Al Aqsa.

Gli attacchi sulla Striscia di Gaza avrebbero ucciso altri due ostaggi israeliani

Gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza nelle ultime 96 ore hanno ucciso due ostaggi israeliani e ferito gravemente altri otto. Lo hanno scritto su Telegram le Brigate Al Qassam, ovvero il braccio armato di Hamas

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Dal 7 ottobre a Gaza sono rimaste uccise 28.176 persone

Il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha annunciato che dal 7 ottobre nella Striscia sono state uccise 28.176 persone, soprattutto donne, bambini e adolescenti. Ha inoltre riportato un totale di 112 morti nelle ultime 24 ore e 67.784 feriti.

Netanyahu: «Non entrare a Rafah vuol dire perdere la guerra». Gli aggiornamenti sul conflitto Israele-Hamas.
La protesta delle famiglie degli ostaggi (Getty Images).

Le famiglie degli ostaggi pronte a denunciare Hamas all’Aja

Le famiglie degli ostaggi israeliani intendono avanzare una denuncia ufficiale contro Hamas alla Corte di giustizia dell’Aja per rapimento, crimini sessuali violenti, torture. Lo scrive il quotidiano Yedioth Ahronot, secondo cui circa 100 rappresentanti delle famiglie degli ostaggi andranno nei Paesi Bassi accompagnati da avvocati di Israele e di tutto il mondo. Obiettivo immediato della denuncia è ottenere un mandato di arresto contro i leader di Hamas. Anche alcuni ex ostaggi liberati andranno all’Aja per sostenere le accuse.

Cisgiordania, 19enne ucciso da soldati israeliani

Al Jazeera e l’agenzia di stampa palestinese Wafa riportano che un ragazzo di 19 anni è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa da soldati israeliani, mentre era a bordo di un veicolo a Kharb al-Lahm, in Cisgiordania.