Netanyahu: «Non ci sarà alcuno Stato palestinese dopo la guerra a Gaza»

Redazione
19/01/2024

Il premier israeliano ha respinto la proposta degli Stati Uniti per la normalizzazione dei rapporti con l'Arabia Saudita in cambio di un percorso per la nascita di un'entità statale indipendente nella Striscia. E rimarca: «Manterremo il completo controllo su tutti i territori a ovest del fiume Giordano».

Netanyahu: «Non ci sarà alcuno Stato palestinese dopo la guerra a Gaza»

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto la proposta degli Stati Uniti per la normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita in cambio di un percorso per la nascita di uno Stato palestinese. Netanyahu ha detto di escludere la possibilità di creazione di uno Stato palestinese autonomo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania nel prossimo futuro. Secondo il premier, una volta terminata la guerra a Gaza, «in qualsiasi soluzione che potrà essere trovata nel prossimo futuro, con o senza un accordo, Israele manterrà il completo controllo su tutti i territori a ovest del fiume Giordano».

Le divisioni tra Usa e Israele sul futuro della Striscia di Gaza e della Cisgiordania

Le ultime dichiarazioni di Netanyahu rimarcano le divisioni tra il suo governo e gli Stati Uniti. «Devo dire questa verità ai nostri amici americani, e fermare il tentativo di imporci una realtà che danneggerebbe la sicurezza di Israele», ha detto il premier rispondendo al segretario di stato americano Antony Blinken, il quale sostiene che Israele non sarà mai sicuro se non riconoscerà l’indipendenza palestinese. I piani di Israele sui territori della Striscia di Gaza e della Cisgiordania rimangono poco chiari. Come ricorda Il Post, il ministro degli Interni israeliano Yoav Gallant a inizio gennaio ha fatto sapere che dopo lo smantellamento di Hamas intendono ricostruire la Striscia di Gaza con la supervisione di una «forza multinazionale», che comprenderebbe Stati Uniti, Paesi arabi moderati ed Europa. Inoltre, Israele e l’Egitto avrebbero il controllo della sicurezza sia dei confini sia della Striscia. Per quanto riguarda il governo civile di Gaza, Tel Aviv parla di un «organismo politico palestinese» non meglio specificato.

Hamas ha detto di rifiutare la “soluzione dei due Stati”

Il leader di Hamas all’estero, Khaled Meshal, secondo un messaggio diffuso dall’organizzazione su Telegram ha detto: «Il nostro popolo palestinese chiede liberazione, libertà dall’occupazione e la nascita di uno Stato palestinese». Soprattutto dopo il 7 ottobre, Meshal sostiene che la «stragrande maggioranza del popolo palestinese abbia rinnovato il sogno e la speranza di una Palestina dal mare al fiume e dal Nord al Sud». Meshal ha poi respinto «i confini del ’67 che praticamente sono un quinto della Palestina e non possono essere accettati».

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