Unica di Ilary Blasi, il patriarcato di Totti e quel difetto di empatia

Luca Burini
28/11/2023

Nel documentario Netflix sono passati troppo sottotraccia i ricattini del Pupone, l'instillazione dei sensi di colpa, le classiche dinamiche tossiche e manipolatorie che ora più che mai le femministe, anzi proprio le donne in generale, combattono. Lei però sconta un'antipatia che, sommata al timore reverenziale di Roma verso lui, fa propendere il pubblico (e i media) dalla parte dell'ex capitano romanista.

Unica di Ilary Blasi, il patriarcato di Totti e quel difetto di empatia

«Non solo mignotta. Pure ladra». Ilary Blasi non perde la sua vocazione di meme vivente nemmeno in Unica, il documentario Netflix in cui si racconta. O meglio, racconta senza filtri, con messaggi e screenshot alla mano, la fine del suo matrimonio con Francesco Totti dopo mesi di articoli di giornale, smentite, Rolex e borsette scomparsi e chi più ne ha più ne metta. Un lungo periodo in cui lei è sempre stata zitta. Memore, forse, dello scivolone della primavera 2022 quando a Verissimo bollava le prime voci sul tradimento del marito come una «figura di merda» dei giornali che ne avevano dato conto. «A riguardarmi sono stata una cretina», ammette ora lei visto che, alcune settimane dopo, arrivò ufficialmente l’annuncio della separazione.

Alla faccia della lotta per l’emancipazione della donna

Unica di certo è solo la versione della conduttrice: del resto l’ex Pupone aveva già ampiamente detto la sua in un’intervista non proprio leggera al Corriere della sera. Si è già detto che alcuni passaggi forse non sono così chiari e approfonditi (d’altronde si tratta di un prodotto che Ilary Blasi ha voluto, non di un’intervista scomoda in diretta sulla tivù generalista, ammesso che ancora se ne facciano). Che tanti dettagli (soprattutto quelli sessuali, sulla conta degli incontri intimi fra i due) si potevano evitare. Che a tratti sembra uno speciale di programmi come Alta infedeltà in onda sui canali Discovery, con un pizzico di Temptation Island senza il falò di confronto. Ma a passare abbastanza sottotraccia sono state alcune accuse che il volto di tante di edizioni dell’Isola dei famosi fa all’ex marito. Certo, Unica è uscito il 24 novembre. Un giorno prima della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Quindi ricamare su alcune richieste, che Totti avrebbe fatto a Blasi, perfette per l’epoca in cui è ambientato il film C’è ancora domani di Paola Cortellesi, avrebbe potuto risultare fuori luogo.

Anche il tassista guarda caso dà ragione a Totti

«Per far sì che io mi possa fidare di te non devi più vedere Alessia (l’amica che ha fatto da tramite alla conduttrice per un caffè con uno sconosciuto, ndr), devi cambiare numero, cancellarti dai social e smettere di lavorare». Queste sarebbero, secondo quanto raccontato in Unica, le condizioni poste dall'”ottavo re di Roma” alla moglie per salvare il matrimonio. Un ricattuccio da patriarcato col marchio di qualità. Al quale poi si aggiunge: «Lui continuava a ripetermi che avevo rovinato tutto: “Per colpa tua. L’hai voluto te”. Io mi sentivo in colpa e mi ci sono sentita per tanto tempo. Quasi lo giustificavo. Lo capivo», racconta Ilary Blasi commossa. Una dinamica che sarà pure un classicone della fine di tante storie, ma che è tossica e manipolatoria. Pur essendo accettata dai più. Soprattutto da chi non la vive sulla propria pelle o appartiene a una generazione per cui queste cose sono la normalità. Non a caso il tassista che in Unica accompagna la protagonista dà candidamente ragione a Totti creando un po’ di disappunto sul volto della conduttrice. Che sdrammatizza consigliando al driver di rimanere concentrato e guardare la strada. Che forse è meglio.

Unica di Ilary Blasi, il patriarcato di Totti e quel difetto di empatia
Uno dei passaggi chiave del documentario Netflix Unica su Ilary Blasi.

«La stampa era sempre contro di me. Lui è il campione. Io l’ex letterina»

Che Totti sia molto più amato di Ilary Blasi è innegabile. Che ci sia una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti l’ha ammesso anche Roberto D’Agostino quando da Mara Venier ha spiegato il motivo per cui i giornali non hanno pubblicato le immagini del calciatore con la nuova compagna Noemi Bocchi fino all’annuncio ufficiale della fine del matrimonio. Un epilogo che probabilmente ha reso la presentatrice ancora più antipatica al pubblico della tivù mainstream (e forse anche ai media). Già il suo essere un po’ caustica e poco empatica la rende molto diversa dai colleghi che conducono programmi simili ai suoi. Poi i Rolex scomparsi, ora il documentario. Lei ne è consapevole: «La stampa era sempre contro di me. Lui è il campione. Io l’ex letterina», spiega in Unica.

Unica di Ilary Blasi, il patriarcato di Totti e quel difetto di empatia
Francesco Totti e Noemi Bocchi (Getty).

Un’uscita che qui e là è stata contestata. Ma non è sacrosanto che, dopo aver condotto anche programmi di punta dell’ammiraglia di Mediaset (con risultati altalenanti), lei voglia smarcarsi da un’esperienza di oltre 20 anni prima dopo la quale di acqua sotto i ponti ne è passata e non poca? C’è di buono che, visti i risultati che l’opera lanciata da Netflix potrebbe conquistare, tra qualche mese Ilary Blasi forse verrà ribattezzata «quella di Unica, il revenge documentario contro Francesco Totti».

Unica di Ilary Blasi, il patriarcato di Totti e quel difetto di empatia
Ilary Blasi durante il documentario Netflix Unica.