Neuralink ha impiantato il primo chip nel cervello umano: l’annuncio di Musk

Fabrizio Grasso
30/01/2024

La startup ha ottenuto risultati promettenti dal primo test. Il paziente si sta già riprendendo dall’operazione. Annunciato con il nome di Telepathy, intende consentire il controllo di dispositivi come lo smartphone tramite il pensiero. Vecchi test sulle scimmie però sollevano preoccupazioni.

Neuralink ha impiantato il primo chip nel cervello umano: l’annuncio di Musk

Elon Musk forse ce l’ha fatta. La sua Neuralink, startup di neurotecnologia fondata nel 2016, ha effettuato con successo il primo impianto di un chip cerebrale sull’essere umano. Ad annunciarlo è stato lo stesso patron di Tesla sulla piattaforma X, in cui ha spiegato che il paziente si sta riprendendo bene dall’operazione. «I risultati iniziali mostrano promettenti rilevamenti di picchi di neuroni», ha spiegato Musk. A settembre la società aveva infatti iniziato a reclutare volontari disposti a sottoporsi all’intervento dopo aver ottenuto a maggio il via libera della Food and Drug Administration statunitense. L’obiettivo non è solo connettere il cervello ai computer, al fine di migliorare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma curare disturbi e malattie neurodegenerative come Sla, Alzheimer e Parkinson. Tante però le polemiche che hanno accompagnato gli studi, tra cui lo sfruttamento degli animali come cavie da laboratorio, che destano preoccupazione.

Neuralink, Elon Musk annuncia Telepathy: «Useremo lo smartphone con il pensiero»

I risultati sono frutto del primo test annunciato a settembre 2023, chiamato con l’acronimo di PRIME. È solo il passo iniziale di una ricerca che, come avevano già anticipato gli stessi scienziati di Neuralink, durerà circa sei anni articolandosi in più fasi differenti. Come ha spiegato anche Reuters, hanno utilizzato un robot R1, macchinario ad alta precisione, per posizionare chirurgicamente l’impianto di interfaccia cervello-computer nella regione responsabile del movimento di un soggetto. Quest’ultimo infatti dovrebbe essere in grado di controllare un cursore oppure la tastiera di un dispositivo elettronico tramite la propria mente. I segnali si trasmettono alle macchine mediante un insieme di 64 fili ultrasottili, dalle dimensioni simili ai capelli, il cui impianto è reso possibile soltanto con l’utilizzo dei robot. Una volta messo a punto, tuttavia, non sarà ad appannaggio di tutti. Stando ai media Usa, il costo per il consumatore sarà di circa 35 mila euro.

Elon Musk ha confermato il primo impianto di un chip cerebrale sull'essere umano. «Con Telepathy useremo lo smartphone con il pensiero».
Elon Musk a un summit del New York Times nel 2023 (Getty Images).

Il magnate, tramite il suo account X con altri due post, ha poi anticipato i dettagli del primo prodotto che Neuralink ha posizionato con risultati promettenti nel paziente. Dall’emblematico nome Telepathy, nelle parole di Musk, «consente di controllare lo smartphone o il computer, oppure attraverso di loro quasi ogni device, semplicemente con il proprio pensiero». Una visione che combacia perfettamente con i piani più ambiziosi del miliardario americano, che non ha mai nascosto il suo desiderio di creare un computer onnicomprensivo in grado non solo di aiutare i pazienti nella riabilitazione, ma di migliorare la quotidianità dei cittadini. «I primi destinatari saranno coloro che hanno perso l’uso degli arti», ha concluso Musk, che ha nuovamente rievocato la figura di Stephen Hawking. «Immaginate se avesse potuto comunicare più velocemente di un dattilografo. È questo l’obiettivo».

Le accuse degli animalisti per la morte di decine di scimmie in laboratorio

Come detto, non è la prima volta che Elon Musk riprende l’immagine di Stephen Hawking per presentare i fasti del progetto di Neuralink. Lo aveva citato infatti a settembre per smentire un’inchiesta di Wired che, il giorno dopo l’annuncio del reclutamento di pazienti umani, aveva documentato il decesso di almeno 12 macachi durante la sperimentazione in laboratorio. «Nessuna scimmia è deceduta», aveva sbottato Musk. «Immaginate se Hawking avesse potuto godere di questa tecnologia». Eppure, alcuni documenti e registri di veterinari risalenti a ricerche tra il 2017 e il 2020 avevano presentato un quadro più raccapricciante. Nei giorni successivi all’impianto, gli animali avevano iniziato ad avvertire dolori lancinanti alla testa, tanto da graffiarsi e sbattere sul pavimento o sui muri fino a sanguinare. Stando ai resoconti, gli esperti sarebbero stati costretti a procedere con l’abbattimento.