La Cremona del basket ha conquistato anche il New York Times

La Cremona del basket ha conquistato anche il New York Times

18 Febbraio 2019 17.43
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Come annunciano i cartelli stradali, Cremona è “Città del Baskin”. È il capoluogo lombardo da 70 mila abitanti dove la cultura della pallacanestro ha avuto un tale sviluppo da dare origine, 15 anni fa, a questa sua variante, ideata perché trovino teoricamente posto nella stessa squadra fuoriclasse Nba, ragazzi tolti dal divano e disabili di qualsiasi tipo, debitamente assistiti in campo. Che campioni della National Basket Association americana come LeBron James e Steph Curry si decidano a provare l’emozione del baskin è forse più di una suggestione all’indomani della vittoria da parte della Vanoli Cremona della prima Coppa Italia della sua storia di provincia, approdata a questo traguardo dopo la finale vinta domenica a Firenze, superando 83-74 la Happy Casa Brindisi.

L'INVESTITURA DEL NEW YORK TIMES

Realizzare un sogno del genere dipende dal grado di attenzione che Cremona saprà capitalizzare fra i quasi 4 milioni di abbonati alle edizioni stampate e online del New York Times, invitati dall’editorialista Zach Messitte a scoprire l’avvincente bellezza proprio della Coppa Italia di basket. Questione di format, sostiene il 51enne Messitte, presidente del college di Ripton, nonché autore di un libro in uscita su Spiro Agnew, vicepresidente repubblicano travolto negli Anni 70 da un’inchiesta per evasione fiscale. A suo modo di vedere, non esiste negli States nulla di paragonabile, in ambito professionistico, a questa tre giorni in cui si sfidano a eliminazione diretta le otto squadre prime classificate al termine del girone d’andata della Serie A italiana.

Vero che, tra finali del basket universitario al via in marzo, la celebre March Madness a eliminazione diretta entrata nella mitologia dello sport globale, e playoff Nba di tarda primavera, gli appassionati americani non dovrebbero farsi mancare nulla nemmeno quest’anno quanto a emozioni forti. Ma è altrettanto indubbio che nella stagione del Superbowl-flop di football, poco onorato 15 giorni orsono dalle finaliste Patriots e Rams nonché dall’half-time show dei Maroon 5, e di un All Star Game di basket in caduta libera di audience, l’appeal di una manifestazione schiettamente europea come la nostrana Coppa Italia può essere solo moltiplicato dalla visibilità di un totem giornalistico quale è il New York Times.

LA COPPA DELLE SORPRESE

Sono soprattutto i risultati agonistici a confortare la tesi di Messitte, visto che per il secondo anno consecutivo il feroce dentro o fuori della Final Eight ha visto cadere le favorite Olimpia Milano campione d’Italia e Reyer Venezia, consegnando agli annali una replica della finale a sorpresa vinta nel 2018 da Torino su Brescia. Stavolta è stato il turno della Vanoli Cremona trascinata dal globetrotter del basket Travis Diener, trentaseienne americano da 854 punti a suo tempo infilati nelle retine della Nba, e della Happy Casa ovunque seguita da centinaia di tifosi noti come “Brindisini Erranti”. Ha vinto Cremona per la gioia di chi, a basket o a baskin, gioca con lo stesso pallone, e la stessa gioia, di tante stelle Nba.

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