Le mire di Alberto Manenti su Telecom Italia Sparkle

Le mire di Alberto Manenti su Telecom Italia Sparkle

28 Febbraio 2019 09.00
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Andato in pensione (sta per compiere 67 anni) e preso atto che dalle parti dell’attuale governo non corre simpatia verso di lui, il generale Alberto Manenti, già direttore dell’Aise, l’agenzia dei servizi segreti che si occupa delle informazioni e della sicurezza internazionali – incarico che ha lasciato il 21 novembre 2018 quando venne sostituito dal generale Luciano Carta –, sta cercando di evitare di ritrovarsi a leggere il giornale ai giardinetti pubblici. Essendo un generale dell’esercito (corpo amministrativo), Manenti avrebbe voluto anche rientrare da dove era partito, con qualche incarico speciale, ma le porte si sono subito chiuse. Così si è mosso e si sta muovendo a 360 gradi, anche nel privato.

TENTATIVI ANCHE NELL'AMBITO BANCARIO E IN SACE

Per esempio, i suoi amici più cari lo danno vicino a qualche incarico nell’ambito bancario, altri lo pensano in corsa per la presidenza della Sace (dove effettivamente la sua esperienza estera sarebbe utile). In realtà il suo vero obiettivo è insediarsi al vertice di Telecom Italia Sparkle, la società controllata dalla Tim che gestisce 560 mila chilometri di rete di fibra ottica attraverso cui passano comunicazioni voce e dati di grande delicatezza (per esempio l’80% delle comunicazioni di Israele).

PER QUANTO POTENTE, IL GENERALE NON PIACE AI GIALLOVERDI

Ma Luigi Gubitosi, impegnato sul doppio fronte dello scontro tra azionisti di Tim (Vivendi e Elliott) e della complicata integrazione della rete in fibra con Open Fiber (dove ha la sponda di Fabrizio Palermo di Cassa depositi e prestiti, ma non quella di Francesco Starace di Enel), può permettersi di ingaggiare uno, per quanto potente, inviso al governo?

Quello di cui si scrive la rubrica Corridoi su Lettera43.it lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere alla vigilia di una tornata di nomine particolarmente calda.

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