Nibali travolto da una moto: addio al Tour

19 Luglio 2018 19.07
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Le previsioni più cupe si sono infine concretizzate: a seguito della caduta dopo l'urto con una moto della gendarmerie, VIncenzo Nibali è stato costretto a lasciare il Tour de France, complice la frattura di una vertebra. Sulla mitica Alpe d'Huez cha ha visto trionfare nuovamente Geraint Thomas, a rubare la scena è stata la giornata da incubo vissuta dal siciliano nell'incredibile 12esima frazione del Tour de France, tappa-icona della Grand Boucle numero 105 che ha chiuso il terribile trittico alpino.

CAOS IN SALITA TRA FUMOGENI E MOTO 'DISTRATTE'

Tanta sfortuna quella toccata in sorte a Nibali, che ha pagato con un tonfo rovinoso l'incredibile leggerezza dell'organizzazione che, sul tratto più difficile e impegnativo della salita, non ha tenuto a debito freno l'euforia dei tanti tifosi che assiepavano il bordo strada e, complice anche lo sfortunato incastro di sostenitori, fumogeni e moto della gendarmerie, ha creato scompiglio tra i corridori, facendo pagare il pegno più altro al portacolori della Merida Bahrain, prima col sedere per terra e poi al traguardo con un ritardo 13 secondi.

«In mezzo c'erano due moto della polizia, c'è stato un rallentamento e sono andato giù, non ho capito bene cosa sia successo», ha ricostruito il siciliano a fine corsa, ma senza polemiche. Le brutte notizie, però dovevano ancora arrivare: trasportato all'ospedale di Grenoble per gli accertamenti di rito, Nibali si è visto confermare dalla radiografia la frattura di una vertebra, che significa addio immediato al Tour e ai sogni di gloria. Subito dopo il traguardo, il ciclista italiano aveva ammesso di «faticare a respirare e di non riuscire a stare in piedi. Spero non sia nulla di grave ma vediamo domani…»

IL FAIR PLAY DI FROOME DOPO LA CADUTA

Da registrare il fair play di Chris Froome che, una volta resosi conto della caduta dello Squalo si è rivelato signore, favorendo il rientro dell'italiano, anche se Bardet prima e Dumoulin poi hanno 'rotto' il patto cercato di approfittarne. Alla fine hanno però guadagnato solo una manciata di secondi di abbuono, abbattuti in volata dal gallese. Giornata da dimenticare invece per Yates, Fuglsang, Daniel Martin, Zakarin e, soprattutto, per Nairo Quintana arrivato sul traguardo con un ritardo di 47 secondi.

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