Cosa ha detto Zingaretti all’assemblea nazionale del Pd

Meno tasse sui salari, investimenti verdi, no al comando del singolo. Il segretario invoca la rivoluzione del partito.

13 Luglio 2019 13.46
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Una nuova fase e una nuova agenda. Nicola Zingaretti ha parlato all’assemblea nazionale del Partito democratico, stilando i punti da cui ripartire dopo la pesante sconfitta delle Politiche e la lenta ripresa delle Europee. E quella che chiede il segretario è una profonda rifondazione. «Sul partito dobbiamo cambiare tutto», ha detto durante i lavori all’Hotel Ergife di Roma, «così non si può andare avanti, basta arcipelago dove si esercita il potere, con un regime correntizio che soffoca tutto». Zingaretti ha parlato di «realtà territoriali feudalizzate», ma ha affermato anche che «c’è ancora patrimonio di militanti prezioso». Ora però «serve una rivoluzione o non ce la facciamo». Il nuovo Pd ha bisogno di «imporre un’altra agenda, non essere subalterni agli altri, essere proprietari del nostro destino», anche perché «abbiamo contro una forte destra illiberale. Ora guardare in faccia a questa destra è il modo migliore per sconfiggerla».

NO ALL’UOMO SOLO AL COMANDO

Quindi «no al modello Salvini: il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata», ma il riferimento sembra anche alla stagione passata del Pd di Renzi. «Diamoci tempi certi: entro novembre una decisione sullo statuto. Ma ora lavoriamo assieme a partire dai forum». Bisogna inseguire un modello diverso anche rispetto a quello dei 5 stelle, che «sono diventati un’amara stampella. E tanti elettori se ne stanno accorgendo. Quindi non basta più urlare e denunciare. Sono io il primo a dirlo. Ora serve aprire una seconda fase per definire le nostre proposte e imporre una nuova agenda, aprendo un grande confronto nel Paese, su un grande piano per l’alternativa».

MENO TASSE SUI SALARI

E allora eccola questa agenda, o almeno un suo abbozzo: tasse più basse sui salari, a partire da più bassi, perché non serve la flat tax ma «maggiore giustizia». E poi un occhio all’ambiente: «Vogliamo destinare 50 miliardi, riprogrammando il Fondo Investimento amministrazione centrali, a un fondo “verde” per iniziare un “green new deal” che crei posti di lavoro». Il Pd resta comunque «l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana», secondo Zingaretti, «dobbiamo avere fiducia, nulla è prestabilito. Abbiamo fatto un primo passo, ma ora vogliamo fare la storia».

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