L’intervento di Nicola Zingaretti alla direzione Pd

26 Marzo 2019 11.19
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All'interno del simbolo del Pd potrebbe comparire la dicitura "Siamo europei". «Anche perché noi dobbiamo essere di rinnovamento dell'Europa, contro il rischio dei sovranisti». L'idea è stata lanciata da Nicola Zingaretti nel corso di una direzione del Partito democratico, la prima della sua gestione, che non poteva non fare il punto sui risultati deludenti delle Regionali in Basilicata.

«Da parte mia non c'è nessun giudizio consolatorio», ha commentato il segretario dem, «anzi quel risultato ripropone un immenso lavoro per uscire dalle difficoltà». Sull'ultima sfida elettorale che ha già diviso il partito con i renziani all'attacco, secondo Zingaretti, «ha pesato anche una situazione locale grave». Però il voto «ci consegna un nuovo bipolarismo tra un centrosinistra e una destra centro. In Italia c'è una alternativa a Salvini e quell'unica alternativa siamo noi e quello che dobbiamo costruire». Zingaretti punta ai delusi, soprattutto del M5s. «Il voto conferma che abbiamo un nodo irrisolto», cioè «non aver trovato ancora parole, serietà per intercettare lo sfarinamento dell'elettorato di M5s, un lavoro difficile che ci impegnerà a lungo».

IN CANTIERE L'AGENDA ITALIA 2030

Una alternativa alla Lega che deve concretizzarsi. Per questo la prossima settimana, ha annunciato Zingaretti, il Pd organizzerà tre incontri rispettivamente con Cgil, Cisl e Uil, con le Associazioni datoriali e con gli attori del Terzo settore, per elaborare una Agenda Italia 2030. Una proposta «per l'Italia possibile rispetto alla catastrofe che il Paese sta vivendo. Sarebbe un segnale di mobilitazione».

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IL NODO EUROPEE

All'oirdine del giorno poi il nodo Europee: «Sulle teste di lista, naturalmente dobbiamo garantire equilibri di genere e regionali, ma dobbiamo rimettere i territori alla propria maturità. Finora ho una lista di 700 capilista. C'è grande disponibilità, ma ci vuole anche spirito di servizio che possa permettere a tutti di stare dentro questa campagna», ha ribadito il segretario dem.

In vista anche delle Amministrative di primavera ( andranno al voto 3863 comuni italiani) Zingaretti ha sottolineato la necessità di un dialogo con soggetti di sinistra e di centrosinistra. «C'è un ritorno di forze che vogliono tornare a dialogare e noi dobbiamo farci trovare aperti e pronti», ha detto. «C'è Italia Comune di Pizzarotti e Pascucci, che hanno fatto molti accordi in Italia come in Piemonte; ci sono le liste civiche legate a sindaci comunque argine allo sfondamento della destra: c'è +Europa, c'è Democrazia solidale, una nuova realtà che dobbiamo aiutare a consolidarsi e crescere perché una attrattiva a pezzi di elettorato in uscita dal centrodestra che non guardano a noi in primo luogo; c'è Campo Progressista. È il brodo in cui può lievitare una inaspettata risposta positiva di tante persone». Non dimenticando i movimenti civici di Milano e Torino. Discorso a parte per Articolo 1. «Alleanza non significa convergenze che mettono indietro le lancette della scissione», ha messo in chiaro Zingaretti. «Non è mio obiettivo e credo non lo sia nemmeno per Articolo 1 che va a un congresso per divenire un soggetto politico».

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