È Nikki Haley l’astro nascente della politica americana

Paola Tommasi
12/12/2017

Elegante, presente, senza manie di protagonismo: la rappresentante permanente degli Usa presso le Nazioni Unite è una scoperta di Trump. Di lei sentiremo parlare a lungo.

È Nikki Haley l’astro nascente della politica americana

Donna, di origini indiane e con le idee chiare. È Nikki Haley, rappresentante permanente degli Usa presso le Nazioni Unite, la più forte alleata di Donald Trump in politica estera e punto di riferimento per gli americani. Quello che Federica Mogherini non è riuscita a diventare per gli europei. Più dello stesso Segretario di Stato Rex Tillerson, Nikki, come la chiamano tutti, porta avanti con determinazione e autorevolezza le posizioni, anche le più scomode, del presidente degli Stati Uniti, dal lancio lo scorso 6 aprile dei primi missili sulla Siria, all’uscita dagli accordi di Parigi sul clima, dalla denuncia del regime iraniano alle liti con la Corea del Nord, fino all’ultima decisione di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele e di spostare lì da Tel Aviv l’ambasciata americana.

UN RUOLO CRUCIALE. È lei che ha curato in tutti i dettagli la prima partecipazione di Trump all’assemblea generale delle Nazioni Unite al palazzo di vetro di New York lo scorso 19 settembre. Elegante, presente, abiti colorati ma sempre un passo indietro, senza manie di protagonismo. Convinta quanto il presidente delle battaglie che porta avanti. Se non ci credesse, lei prima di Trump, non le farebbe. Le sue posizioni nette sui temi più delicati sono note da quando nel 2005 fu eletta per la prima volta deputata al Congresso dello Stato della Carolina del Sud, di cui poi diventò governatore nel 2011. Assolutamente contro l’aborto e sostenitrice di regole severe per controllare l’immigrazione clandestina. Così fermo sui suoi valori, nell’amministrazione Usa c’è solo il vice presidente, Mike Pence, che a sua volta si definisce orgogliosamente «cristiano, conservatore e repubblicano, in quest’ordine». Per questo Trump l’ha scelta per un ruolo fondamentale in una legislatura in cui l’Onu è al centro di decisioni e critiche. Nikki condivide con il presidente la necessità di rinnovare un’organizzazione che da quando è stata fondata non è mai cambiata nonostante sia totalmente diverso il contesto in cui opera oggi.

TRA I DEM I SOLITI NOTI. Qualcuno cerca di strumentalizzarla in questi giorni per le sue frasi sulle donne vittime di violenza, ma lei “guarda e passa”. Famosa e brillante come la cometa che porta quasi il suo stesso nome (la cometa di Halley, da cui anche una canzone di Irene Grandi) è proprio il caso di definirla l’astro nascente della politica americana, mentre a sinistra scalda i muscoli, come ha rivelato Silvio Berlusconi, il vecchio Joe Biden. Se continuano a proporre i soliti noti, i democratici non torneranno mai al potere in America. Trump si dimostra sempre più un talent scout, capace di scegliere le persone giuste per gli incarichi giusti, con la riserva di sostituirli se fanno male. Ed un occhio di riguardo per le donne di valore, qualunque sia la loro origine. Otto anni di The Apprentice saranno pur serviti a qualcosa.

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