Auto elettriche, Nio la startup cinese che sogna di competere con Tesla

Federico Giuliani
14/01/2024

La società fondata nel 2014 da William Li nonostante sia tenuta a galla da capitali statali e del fondo CYVN Holdings di Abu Dhabi pensa in grande. Con veicoli di alta gamma è sbarcata anche in Europa e ora punta a sfidare il colosso di Musk e Byd. La storia.

Auto elettriche, Nio la startup cinese che sogna di competere con Tesla

Ha viaggiato per 14 ore da Shanghai a Xiamen a bordo di una Nio ET7, l’auto elettrica di lusso realizzata dall’omonima casa automobilistica cinese. William Li, amministratore delegato e fondatore, ha utilizzato per l’occasione una vettura particolare, equipaggiata con una batteria a lunga durata da 150 kWh. La stessa che dovrebbe consentire alle auto elettriche di poter contare su un’autonomia di 1.000 chilometri. Il 17 dicembre il manager ha trasmesso il suo viaggio in live streaming centrando l’obiettivo: macinare 1.044 chilometri senza mai doversi fermare. La Nio ET7, nonostante il freddo pungente e l’enorme distanza percorsa, è arrivata a destinazione con il 3 per cento di carica residua. Non solo. A fine anno il gruppo ha presentato la nuova ammiraglia Et9 (con prezzi a partire da poco più di 100 mila euro) che arriverà sul mercato nel primo trimestre del 2025. Al netto di qualche problemino finanziario Li, soprannominato l’Elon Musk cinese, non può che essere soddisfatto ed è pronto, ora più che mai, a sfidare le concorrenti nazionali e straniere, da BYD a Tesla (da segnalare il fatto che BYD nel quarto trimestre del 2023 ha superato Tesla con 526.409 unità vendute rispetto alle 484.507, segnando così il primo sorpasso della casa cinese nei confronti di quella americana).

Auto elettriche, Nio la startup cinese che sogna di competere con Tesla
William Li dopo i 1.044 km percorsi a bordo della ET7 senza fermarsi (da Youtube).

La strategia di Mr Li: realizzare una rete di stazioni per sostituire le batterie

Nio ha in programma di iniziare la produzione in serie delle batterie da 150 kWh nell’aprile 2024. Secondo le previsioni dell’azienda, ogni pezzo costerà oltre 42 mila dollari, lo stesso prezzo di una Tesla Model Y. Potrebbe sembrare una follia, ma solo se non si considera la strategia del marchio. Nio consente infatti ai propri clienti di acquistare le auto senza batteria, offrendo poi, a fronte di un abbonamento mensile, la possibilità di accedere a un’apposita rete di “stazioni” – oltre 2.000 dislocate in tutto il territorio cinese – dove si potranno sostituire le batterie scariche con altre completamente cariche. La convinzione è che sul lungo termine i clienti preferiranno sostituire le batterie scariche in pochi minuti invece di perdere tempo a ricaricarle. Per rendere l’approccio più efficiente, Nio ha stretto collaborazioni con Geely e Changan, due dei più grandi gruppi automobilistici cinesi, al fine di sviluppare le infrastrutture per il cambio di batterie e ridurre i costi. La coraggiosa strategia pensata dal Musk cinese deve però ancora dare i suoi frutti. Il presidente di Nio, Lihong Qin, ha dichiarato che la società perde ora circa 12 mila dollari su ogni auto prodotta. Alcuni analisti considerano la strategia dell’azienda  impraticabile al di fuori dalle grandi città della Cina, mentre altri mettono in dubbio la sostenibilità finanziaria del gruppo a causa degli ingenti costi. Eppure, al di là della Muraglia, Nio è un brand che piace, attira folle, crea hype. Proprio come Tesla nei mercati occidentali.

La creazione di Nio, i problemi finanziari e lo sbarco in Europa

Li, 49 anni, ha fondato o investito in più di 40 aziende nei settori IT e automobilistico. Ha iniziato con Bitauto, fornitore di contenuti web e servizi di marketing per l’industria automobilistica, che l’avveniristico imprenditore – patrimonio stimato in 1,4 miliardi di dollari – ha fondato nel 2000 e rivenduto nel 2013. Nel nuovo millennio l’aria soffocante e l’inquinamento delle città cinesi lo hanno spinto a prendere in considerazione l’idea di darsi all’elettrico. Così nel 2014 è nata Nio – nome in cinese wei lai, traducibile in italiano come cielo blu in arrivo – traguardo reso possibile grazie agli investimenti di colossi come Tencent, Baidu e Lenovo. Nel 2016, l’azienda ha debuttato con la sua auto sportiva a due porte, Nio EP9, alla Saatchi Gallery di Londra. Due anni più tardi Li ha raccolto finanziamenti per 2,1 miliardi di dollari per quotare il brand alla Borsa di New York. In seguito a questo passo il gruppo ha rivelato di aver perso 1,6 miliardi di dollari in tre anni e di aver totalizzato quasi zero entrate. La società ha evitato il peggio soltanto grazie all’iniezione di 1 miliardo di dollari versato da imprese statali della provincia dell’Anhui, seguito da altre entrate, compresa la doppia tranche da 1 e 2,2 miliardi di dollari pompati nell’azienda da CYVN Holdings, un fondo d’investimento di Abu Dhabi. L’obiettivo del pareggio di bilancio è fissato per il 2024 nonostante le casse siano in rosso, tanto che a novembre è stata licenziata il 10 per cento della forza lavoro. Ancora lontana anche la soglia dei 250 mila veicoli consegnati all’anno: nel 2023 sono stati meno della metà (126.067 veicoli, +36,3 per cento rispetto al 2022),  415.623 quelli messi in circolazione dalla sua nascita. Per il 2025, poi, l’azienda intende rafforzare la presenza in Europa – dove è entrata nel 2021 solo con i suoi modelli di fascia alta e, al momento, soltanto in alcuni Paesi, come Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia – affidandosi al sub-brand Firefly. Nio dovrà quindi costruire la costellazione di stazioni di ricarica anche nel Vecchio Continente. E per farlo ha sviluppato un apposito polo industriale a Biatorbágy in Ungheria.

Auto elettriche, Nio la startup cinese che sogna di competere con Tesla
William Li presenta la NIO ET7 (Getty Images).

Più di una casa automobilistica, Nio è pensata come un brand di lifestyle

William Li è nato nel 1974 in una fattoria nella provincia dell’Anhui. Cresciuto in una famiglia modesta, grazie ai risparmi è riuscito a frequentare l’università di Pechino ottenendo tre lauree – in sociologia, informatica e giurisprudenza – e tuffandosi in business milionari. La mossa che ha reso Li famoso è coincisa con la creazione di Nio, fondata ufficialmente con la missione di «dare forma a uno stile di vita gioioso». L’imprenditore ha deciso di puntare sulle auto elettriche spinto da motivazioni ambientali, ma anche perché era (ed è tuttora) mosso da un’idea ben precisa: a suo avviso le case automobilistiche dovrebbero considerare i propri clienti come membri di un club e non come semplici consumatori. Per questo Nio è stata progettata per essere un marchio di lifestyle. L’azienda collabora con oltre 500 tra i migliori designer industriali e di moda del mondo, è presente alla settimana della moda di Pechino e ha dato vita a un laboratorio di ricerca alimentare. I clienti possono inviare direttamente un messaggio a Li tramite app per condividere le loro osservazioni su auto e servizi offerti. Si vocifera inoltre che i manager siano abituati a ricevere messaggi, persino nel cuore della notte, con cui il grande capo chiede loro feedback circa suggerimenti lanciati in ufficio. Insomma, piccoli Musk crescono.