Nir Forti, chi è il terzo disperso italo-israeliano: «Era al rave di Re’im»

Alberto Muraro
12/10/2023

Il 30enne si trovava con la fidanzata e due amici al Nova Music Festival al momento dell'attacco di Hamas. Tajani è attualmente in contatto con i suoi familiari.

Nir Forti, chi è il terzo disperso italo-israeliano: «Era al rave di Re’im»

Un altro ragazzo italiano manca all’appello in Israele dopo il rave nel deserto al centro del sanguinoso attacco di Hamas. Si tratta di Nir Forti.

Da anni vive a Tel Aviv ed era al rave party con la fidanzata

Secondo quanto confermato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, di lui non si hanno notizie da giorni. Il giovane è un 30enne originario di Omer, 10 chilometri ad Est di Beer Sheva, e da anni vive a Tel Aviv dove è dipendente della Tytocare, un’azienda del settore sanitario. Il ragazzo, che vanta cittadinanza italo-israeliana, si trovava con la fidanzata e due amici al Nova Music Festival, il rave party nel deserto a Re’im dove Hamas ha compiuto una strage, uccidendo almeno 250 partecipanti. Stando a quanto riportato da un amico del giovane, sembra che nel corso dell’attacco Forti sia rimasto ferito a un braccio. Gli altri due soggetti italiani tuttora dispersi sono un uomo e una donna sposati che vivevano nel kibbutz di Beeri. Si teme che i due coniugi italo-israeliani (Eviatar Moshe Kipnis e Lilach Lea Havro) siano stati presi in ostaggio.

Il Governo italiano al lavoro per ritrovare Nir Forti

È stata la Farnesina ad aver comunicato la sparizione del giovane dopo averla appresa dai genitori di Forti, con cui si è immediatamente messa in contatto. I parenti del giovane hanno anche avvisato le autorità israeliane, ma pare non abbiano ancora ricevuto risposta. Antonio Tajani ha riferito di aver parlato direttamente con il padre del giovane disperso mentre si trovava in Egitto. «Al Cairo ho trovato orecchie attente di Al Sisi per una possibile soluzione sugli ostaggi. Ho ricordato che probabilmente ci sono cittadini italiani e ho chiesto al presidente di fare tutto il possibile per loro», ha dichiarato il ministro.