Perché la Brexit può essere rinviata anche fino al 2021

Perché la Brexit può essere rinviata anche fino al 2021

25 Febbraio 2019 13.23
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La Brexit può essere rimandata fino al 2021, aveva dichiarato al quotidiano britannico Guardian, il 24 febbraio una fonte dell'Unione europea. E dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo e mentre Theresa May ha rimandato il voto cruciale sull'accordo di divorzio al 12 marzo, cioè appena 11 giorni prima del "B" day, al summit tra Ue e Lega Araba del 25 febbraio il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha confermato che un'estensione dell'articolo 50 per evitare una Brexit senza accordo sarebbe in effetti «una soluzione razionale» e l'Ue «dimostrerebbe comprensione». Tuttavia, ha spiegato Tusk, May «ha detto di credere di poter ancora evitare questo scenario». Jean-Claude Juncker e la premier britannica Theresa May nel loro bilaterale a Sharm el-Sheikh hanno compiuto «buoni progressi sui tre dossier di lavoro identificati nella loro riunione del 20 febbraio, vale a dire la dichiarazione politica, il processo di lavoro sulle
disposizioni alternative per il futuro e eventuali garanzie supplementari sul backstop», ha fatto sapere una portavoce della
Commissione europea. I due leader hanno convenuto sulla necessità di concludere questo lavoro in tempo utile prima del Consiglio europeo del 21 marzo. Sulla Brexit «arrivare a un deal è interesse di tutti ma il problema vero è che c'è un accordo a cui abbiamo lavorato a lungo e non è possibile stravolgerlo o cambiarlo. Quindi stiamo valutando la possibilità di aggiungere una dichiarazione sul backstop irlandese, una dichiarazione suppletiva all'accordo», ha confermato anche il primo ministro italiano Giuseppe Conte, «entro la fine di marzo».

Intanto la premier britannica il 24 febbraio ha escluso che il parlamento inglese voti prima del 12 marzo. Il 27 febbraio i deputati si ritroveranno a Westminster per presentare gli ennesimi emendamenti al piano. La May ha ribadito che il divorzio entro il 29 marzo è«alla
nostra portata». Ma come si diceva, secondo il Guardian, ai vertici e nei corridoi di Bruxelles si sta accarezzando una nuova idea per uscire dall'impasse: prorogare la scadenza al 2021. Un rinvio lungo, spiega il quotidiano, permetterebbe di discutere e sciogliere con calma i nodi che la fretta sta solo ingarbugliando, evitando una nuova bocciatura a breve da parte del parlamento britannico. E consentirebbe anche di coprire l'estensione temporale del budget comunitario, semplificando anche la parte finanziaria della Brexit. Il team di negoziatori della May è atteso nella capitale belga il 26 febbraio. Dall'Irlanda in ogni caso viene riaffermata per l'ennesima volta l'importanza di mantenere la garanzia (backstop) sulla frontiera aperta con l'Irlanda del nord. «Il nostro governo non può accettare un compromesso su un tema così fondamentale come il processo di pace», ha avvertito il vice primo ministro irlandese Simon Coveney, accusando Downing Street di voler modificare il backstop per «placare un gruppo all'interno del partito conservatore che sta insistendo per allontanare il primo ministro dalle sue politiche».

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