Fondazione Compagnia di San Paolo, il pressing di Lo Russo e il caso Gilli

Giovanna Predoni
15/12/2023

Il sindaco di Torino vuole imporre alla presidenza il consigliere scientifico dell'Ambasciata d'Italia a Washington, che da anni vive negli Usa. Una candidatura che crea scompiglio non solo alla Farnesina ma pure in Regione Piemonte. Tanto che il professore non volendo farsi tirare per la giacchetta è deciso a fare un passo indietro.

Fondazione Compagnia di San Paolo, il pressing di Lo Russo e il caso Gilli

Arrivano sino alla Farnesina le piccole beghe torinesi per la poltrona, in scadenza il prossimo marzo, del presidente della fondazione Compagnia di San Paolo, un colosso che gestisce un patrimonio di 8 miliardi, ed è il primo azionista di Intesa Sanpaolo, nonché socio importante di Cassa depositi e prestiti, dove il prossimo aprile si nomineranno i nuovi vertici. Sarà un’altra occasione di scontro tra Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, il suo ministro dell’Economia. La premier, per ricucire con Mario Draghi dopo le ultime dichiarazioni polemiche sul suo ruolo in Europa, sta pensando, a sorpresa, a una riconferma di Dario Scannapieco. Mentre il ministro leghista, con l’aiuto di alcuni cacciatori di testa, sta cercando un profilo più industriale. Per la presidenza invece sembra profilarsi con forza la candidatura di Gaetano Micciché, per anni uomo forte di Banca Intesa.

Extraprofitti delle banche, una tassa mai nata e buona solo per la demagogia populista di Meloni
Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La candidatura di Gilli crea scompiglio sia alla Farnesina sia in Regione Piemonte

Protagonista assoluto del rinnovo della Fondazione Compagnia di San Paolo è invece il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, un piddino ormai abbandonato perfino da Piero Fassino, il quale vuole imporre, in piena sintonia con l’andazzo in voga in Fratelli d’Italia, un suo fedelissimo, Marco Gilli, che ha avuto il grande merito di aver incoraggiato la carriera universitaria del primo cittadino. Questa candidatura ha creato non solo scompiglio negli ambienti del ministero degli Esteri, visto che Gilli, ex rettore del Politecnico di Torin, è consigliere scientifico all’ambasciata d’Italia a Washington, ma anche in Regione. Il governatore Alberto Cirio non apprezza infatti che ai vertici della Fondazione, che per statuto si occupa del territorio, vada una personalità che da sette anni vive negli Stati Uniti e che ha quindi perso ogni legame territoriale non solo con Torino ma anche col Piemonte. Tant’è che, davanti a questo clamore crescente, Gilli è intenzionato a fare un passo indietro anche perché da vecchio affermato professore non ha alcuna voglia di farsi tirare per la giacchetta da giochini, più o meno palesi, che si stanno consumando sua sua testa.