Nomine in salita, ora la Commissione Ue non esclude la proroga

Redazione

Nomine in salita, ora la Commissione Ue non esclude la proroga

Nuovo vertice dei 28 Stati membri previsto per il 20 e 21 giugno. Situazione complessa per il rinnovo dei vertici dell'Unione con possibile stallo fino all'autunno. Il punto.

16 Giugno 2019 20.11
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Una strada ancora tutta in salita, piena di incognite e di possibili alleanze a geometria variabile per arrivare a indicare chi dovrà prendere in mano le redini delle principali istituzioni Ue per i prossimi anni: così si presenta ancora oggi il percorso che tra il 20 e 21 giugno porterà a Bruxelles i leader dei 28 Paesi dell’Unione per affrontare il risiko delle nomine.

PERSONALE PRE-ALLERTATO PER UN EVENTUALE PROLUNGAMENTO DELL’INCARICO

L’obiettivo del summit è riempire almeno la casella del successore di Jean-Claude Juncker al vertice della Commissione europea. Ma la situazione è talmente incerta che l’esecutivo comunitario ha messo le mani avanti chiedendo ai componenti dei gabinetti degli attuali commissari la disponibilità a restare fino al prossimo febbraio nel caso in cui la nuova Commissione non riuscisse, per qualsiasi motivo, a insediarsi alla scadenza fissata del primo novembre. A dettare i tempi del negoziato non c’è però solo la successione a Juncker. La prima scadenza è il 2 luglio, quando il nuovo Parlamento europeo dovrà eleggere il suo presidente. Sarebbe inusuale che si arrivasse al voto senza un’indicazione ‘politica’ proveniente dai leader dei 28, specie considerando che la scelta dei ‘top job’ (Commissione, Consiglio, Pe, Bce e Alto rappresentante) dovrebbe garantire un equilibrio complessivo tra criteri politici, geografici e di genere.

IL “NO” DELLA FRANCIA A WEBER

Al momento, nell’ampia rosa di nomi che circolano per gli alti incarichi Ue non figura nessun italiano (oggi tre su cinque sono ricoperti da connazionali). Una delle poche certezze è l’opposizione di diversi Paesi – in primis la Francia – allo Spitzenkanidat Manfred Weber (Ppe) per la Commissione. Di sicuro, se Angela Merkel fosse disponibile, potrebbe ottenere la guida dell’esecutivo o del Consiglio. Mentre la candidatura del tedesco Jens Weidmann alla Bce crea preoccupazioni non solo all’Italia, focalizzata ora su un duplice obiettivo: evitare la procedura d’infrazione e ottenere un portafoglio di rilievo in Commissione (commercio, concorrenza, bilancio). A rientrare nel gioco del toto nomine per i ‘top job’ ci sono poi personaggi come Michel Barnier, Christine Lagarde, Guy Verofhstadt, Olli Rehn, Dalia Grybauskaite e altri ancora.

POSSIBILE NUOVO VERTICE PRIMA DEL 2 LUGLIO

La situazione è però tale che in molti, nonostante il vorticoso giro di contatti in corso tra le cancellerie, scommettono su una convocazione di un nuovo vertice prima del 2 luglio. Memori anche del fatto che cinque anni fa, a fronte di una quadro generale più chiaro e semplice (Juncker era lo Spitzenkadidat del Ppe e non bisognava scegliere il presidente della Bce) solo il 30 agosto si arrivò a completare il quadro delle nomine. Ma la prossima settimana sarà molto importante anche per il futuro europeo dei 5 stelle. Che finora, per mancanza di alleati, non sono riusciti a formare un gruppo parlamentare e che rischiano quindi la marginalizzazione.

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