Tre pillole su nomine Rai, Amadeus e quell’idea di unirsi a Mediaset

Viale Mazzini riorganizza la Direzione Comunicazione, ma naviga a vista. Lo zampino di Presta sulla conduzione del Festival. E del futuro dell'azienda parla ancora Campo Dall'Orto.

05 Agosto 2019 15.01
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La Rai non è ancora andata in vacanza, almeno non per quanto riguarda la sua organizzazione interna. Un documento che Lettera43.it ha potuto consultare, datato 2 agosto e che reca la firma dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, rende conto del nuovo assetto deciso dai vertici di viale Mazzini per la Direzione Comunicazione. Qualche punto fermo c’è, ma ci sono anche molti punti interrogativi, in un’organigramma costellato da incarichi ad interim che non hanno alcuna certezza di essere confermati anche per il futuro.

GIANNOTTI, DA PORTAVOCE DI SALINI A DIRETTORE DELLA COMUNICAZIONE

Per il ruolo di direttore della Comunicazione, come già annunciato nei mesi scorsi, Salini ha scelto ufficialmente Marcello Giannotti, entrato in Rai a dicembre 2018 come suo portavoce. Giannotti, classe 1964, laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista e ha lavorato per AdnKronos e per Mn Italia, agenzia di comunicazione che, tra le altre cose, si è occupata dell’ufficio stampa di Stand by me, la società di produzione televisiva fondata da Simona Ercolani da cui proviene lo stesso Salini. Nel suo curriculum tante esperienze nell’ambito di televisione, cinema, musica e spettacolo: ha curato la comunicazione di programmi ed eventi in Rai, Mediaset e Sky ed è stato anche autore di due programmi radiofonici condotti entrambi da Pupo, Passato contro Futuro e Attenti a Pupo.

MA SOTTO DI LUI SEI NOMINE A CARATTERE PROVVISORIO

Giannotti, in Rai, ha assunto anche l’interim di direttore della Corporate Communication. E l’ha riorganizzata con sei nomine, da intendersi anch’esse ad interim. Non si tratta quindi di assegnazioni definitive, ma di incarichi dal carattere provvisorio, segno che su questo fronte le idee dell’azienda non sono ancora ben definite. Per il momento, la responsabilità dei Piani di Comunicazione va a Maurizio Bianco, del Coordinamento Attività ed Eventi a Rossella Antonini, della Trasparenza a Gianluca De Matteis Tortora, dell’area Premi e Festival a Selvaggia Castelli, del Centro Media a Stefano Romano e dei Rapporti con il Pubblico a Luigia D’Eugenio.

AMADEUS A SANREMO E LA CLERICI RESTA A GUARDARE

La Rai non va in vacanza nemmeno per quanto riguarda il Festival di Sanremo. È notizia di pochi giorni fa la scelta di Amadeus come presentatore e direttore artistico della prossima edizione, dopo il biennio affidato a Claudio Baglioni. Un’edizione importante, perché sarà la settentesima nella storia della kermesse. Ma anche la nomina di Amadeus è stata molto travagliata. Su di lui si è infatti consumato un braccio di ferro tra il direttore di Rai1, Teresa De Santis, e l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, che invece avrebbe preferito Alessandro Cattelan. Ma Amadeus, secondo quanto risulta a Lettera43.it, ha potuto contare su un potente alleato: il suo agente Lucio Presta, che è anche l’agente di Antonella Clerici. Cosa c’entra la Clerici è presto detto. La conduttrice, rimasta senza trasmissione dopo l’approdo di Elisa Isoardi a La prova del cuoco, continua a percepire un lauto stipendio da viale Mazzini come consulente del programma di cucina. La cifra, secondo indiscrezioni, supererebbe gli 1,2 milioni di euro all’anno. Presta si sarebbe quindi alleato con De Santis: evitare polemiche su un’artista strapagata per stare in panchina, con annesse polemiche per l’esclusione di Clerici dai palinsesti Rai, in cambio della scelta di Amadeus come presentatore del Festival. E alla fine Amadeus è passato.

IL FUTURO DELLA TV? CON I GIORNALI NON PARLA LA RAI MA CAMPO DALL’ORTO

Infine, una terza chicca da teatro dell’assurdo. Qualche giorno fa l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha parlato con il quotidiano La Stampa della tivù del futuro, anticipando lo scenario che si aprirà il 4 settembre con la nascita di Media for Europe, la società che mette insieme le Mediaset di Italia e Spagna. «Il settore dei media è in fortissimo cambiamento. La televisione ha una vitalità che la mantiene centrale editorialmente anche sulle nuove tecnologie, a patto però di crescere di dimensioni e poter continuare a investire», ha spiegato Berlusconi nel corso di una lunga intervista realizzata da Luca Ubaldeschi. Fin qui nulla di strano. Poi però La Stampa ha chiesto alla Rai di replicare, offrendo all’azienda l’occasione di tratteggiare il suo stesso futuro. Ma viale Mazzini ha declinato l’invito, non ha voluto parlare. E allora il quotidiano torinese ha intervistato il predecessore di Salini, quell’Antonio Campo Dall’Orto voluto fortissimamente da Matteo Renzi alla guida della Rai da cui uscì nel 2017. E Campo Dall’Orto cosa sostiene? Lancia l’idea di un’alleanza fra Rai e Mediaset, per reggere alla concorrenza della televisione digitale globale.

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