Non andate al diavolo

Redazione
07/12/2010

di Francesco Signor Se un giorno vi capitasse di vedere un tizio che farnetica in una lingua sconosciuta, si agita...

Non andate al diavolo

di Francesco Signor

Se un giorno vi capitasse di vedere un tizio che farnetica in una lingua sconosciuta, si agita come un ossesso, urla insulti e oscenità, se non state guardando una talk show di attualità politica, allora vuol dire che probabilmente siete alle prese con un indemoniato. Negli Stati Uniti, manco a dirlo, il fenomeno pare in crescita. Infatti, il vescovo Thomas Paprocki di Springfield, che non è un personaggio della saga dei Simpson, ha organizzato un seminario sull’esorcismo per spiegare ai sacerdoti, come si faccia a capire se una persona sia o meno posseduta dal diavolo.
Non è una distinzione da poco, visto che anche la Chiesa è piuttosto scettica nei confronti di queste manifestazioni. Dalle stime talari pare che solo il 2% di chi si rivolge all’esorcista sia davvero posseduto dal demonio. Negli altri casi si tratterebbe di comuni malattie psichiche, curabili pagando il ticket all’Asl per un consulto con il psichiatra o lo psicologo.
Non a caso il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, ha allestito una speciale squadra antidiavolo composta da cinque esorcisti e due psichiatri per scacciare il maligno o, più semplicemente, sedare le turbe mentali dello scalmanato di turno.

Un  esorcista in ogni diocesi

In ogni caso, Papa Benedetto XVI ha confermato la linea di un pontificato antidemoniaco, ricevendo in udienza gli esorcisti di tutta Europa per esortarli e incoraggiarli a continuare nel loro importante ministero. In ogni diocesi dovrebbe esserci almeno un esorcista ufficiale nominato dal vescovo, ma non sempre è così. In Italia ce n’è un buon numero, in alcune sono state formate autentiche task-force scacciademoni: sei sacerdoti autorizzati a compiere esorcismi a Torino, cinque a Milano, Vicenza e Padova, quattro a Firenze, tre a Napoli e Lucca.
In altri paesi, come Portogallo, Austria, Svizzera, Germania e Spagna, non esiste nemmeno la figura dell’esorcista. Per i credenti il Male è una presenza reale, quasi corporea, e il rito dell’esorcismo è una pratica di fede. È bene ricordare che il primo esorcista della storia è stato Gesù Cristo, che ha operato ben sette esorcismi, narrati nei quattro Vangeli, e tutti i fedeli in Cristo compiono il primo esorcismo nella celebrazione del battesimo per togliere il famigerato peccato originale e chiamarsi fuori dal giogo del Maligno.

Forza sovrumana e lingue sconosciute

Ma come si riconosce una possessione demoniaca? «Il rituale dell’esorcismo», spiega a Lettera43.it monsignor Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati, «segnala diversi criteri e indizi che permettono di arrivare, con prudente certezza, alla convinzione che ci si trovi dinanzi a una possessione diabolica». Ed è solo a questo punto che l’esorcista autorizzato «può seguire il solenne rito».
Gli indizi, per dirla alla Csi, non sono poi molti e ricalcano gli stereotipi cinematografici della possessione: si parla di forza sovrumana, avversione al sacro e conoscenza di lingue sconosciute. Una volta appurata la possessione diabolica, si procede con il rituale che contempla due forme di preghiera e di esorcismo, la prima è una formula invocativa, la seconda è, invece, di tipo imperativo e recita più o meno così: «Ti ordino Satana, riconosci la giustizia e la bontà di Dio, esci da questo servo. Ti ordino Satana, riconosci il potere di Cristo, vattene da questa creatura. Riconosci lo spirito di verità e di grazia, abbandona quest’uomo, allontanati per la fede e la preghiera della Chiesa».
Il rito dell’esorcismo non è cosa da tutti e per farlo occorre un esorcista abilitato: «Un ministero dono di Dio dal vescovo esclusivamente a sacerdoti», si legge nel vademecum Per riconoscere e vincere la possessione diabolica della basilica romana dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, «all’interno della diocesi che è anche un cammino di santità perché porta al confronto diretto con il demonio». Perché, sia chiaro, esorcisti non si nasce, ma si diventa.