«Non condivido la decisione dei giudici»

Redazione
17/12/2010

«Rispetto ma non condivido la decisione dei magistrati». Lo ha affermato in aula al Senato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni,...

«Non condivido la decisione dei giudici»

«Rispetto ma non condivido la decisione dei magistrati». Lo ha affermato in aula al Senato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sugli scontri avvenuti martedì 14 dicembre a Roma (leggi qui la notizia) e sul rilascio dei 23 fermati deciso dai giudici.
Secondo Maroni le forze dell’ordine hanno dimostrato grande professionalità. «Sono state evitate conseguenze più gravi ed è stata garantita la libertà di espressione di chi voleva manifestare pacificamente». Ha ribadito il «diritto di manifestare», ma invitato a «isolare i violenti». In quanto all’ipotesi infiltrati, Maroni ha sostenuto:
«Sono destituite di ogni fondamento le illazioni diffuse sulla presenza tra i manifestanti di provocatori inviati o infiltrati dalle forze di polizia. Sono infondate e offensive nei confronti di tutti gli operatori delle forze dell’ordine. La verità dei fatti», ha aggiunto il titolare del Viminale, «si è affermata nella stessa giornata di ieri», quando «la persona travisata e con in mano un manganello e le manette, indicata come un agente infiltrato è stata identificata» e si è scoperto che fosse «un ragazzo minorenne ora in stato di fermo e indiziato di rapina aggravata per aver sottratto a un finanziere lo sfollagente e le manette».
Intanto, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha disposto accertamenti da parte degli ispettori ministeriali sulla liberazione dei manifestanti fermati dopo gli incidenti di Roma. Un’iniziativa che ha indispettito i magistrati. «La nostra condanna degli episodi di violenza cui abbiamo assistito è ferma e netta», hanno affermato in una nota il presidente e il segretario dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Luca Palamara e Giuseppe Cascini.
«L’Anm esprime solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine che sono rimasti feriti nello svolgimento delle loro funzioni. Ma abbiamo il dovere di ricordare che alla magistratura è affidato il delicatissimo compito di accertare responsabilità individuali, di verificare la fondatezza delle accuse e di valutare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione di misure cautelari, a partire dai fondamentali principi della presunzione di non colpevolezza e di assoluta eccezionalità della custodia in corso di processo. Sono principi che sovente molti politici ci ricordano», hanno aggiunto i vertici dell’Anm, «in occasione di inchieste che toccano la pubblica amministrazione e che troppo facilmente vengono dimenticati in altre occasioni».
Immediata la replica del ministro Alfano: «Nessuna interferenza. Faccio il mio dovere tenendo a mente le prerogative che la Costituzione attribuisce al Ministro della Giustizia. Ho annunciato che gli ispettori svolgeranno accertamenti. Non ho emesso giudizi preventivi», ha precisato il Guardasigilli, «consapevole come sono delle garanzie di tutti i cittadini».