«Non è punibile l’indigente espulso»

Redazione
17/12/2010

La Consulta ha stabilito che non è punibile lo straniero che, in «estremo stato di indigenza» o comunque per «giustificato...

«Non è punibile l’indigente espulso»

La Consulta ha stabilito che non è punibile lo straniero che, in «estremo stato di indigenza» o comunque per «giustificato motivo», non ha ottemperato all’ordine di espulsione del questore continuando a rimanere illegalmente in Italia.
La Corte Costituzionale ha bocciato, in parte, il decreto sicurezza, in particolare la norma relativa al reato di clandestinità, con una sentenza depositata in cancelleria il 17 dicembre 2010.
A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale di Voghera, chiamato a giudicare sul caso di una donna clandestina più volte raggiunta da un decreto di espulsione ma che, per motivi di estrema indigenza, non aveva potuto lasciare l’Italia con i propri mezzi.
Si tratterebbe, dunque, di un «giustificato motivo» che però non é stato previsto dal testo unico sull’immigrazione, così come modificato dall’ultimo pacchetto sicurezza del governo Berlusconi (legge 94 del luglio 2009). Il «giustificato motivo» è una clausola che, come la Corte ha già rilevato, è tra quelle «destinate in linea di massima a fungere da “valvola di sicurezza” del meccanismo repressivo».