Non ho l’età (per mollare)

Redazione
07/12/2010

di Silvia Zingaropoli «Ho un’età. Lascio ai giovani» ha dichiarato con voce impastata il Cavaliere stanco. «Largo ai giovani, finalmente!»...

Non ho l’età (per mollare)

di Silvia Zingaropoli

«Ho un’età. Lascio ai giovani» ha dichiarato con voce impastata il Cavaliere stanco. «Largo ai giovani, finalmente!» avranno pensato in molti. Ma il buon senso dice che è meglio frenare gli entusiasmi. Prima di partire alla ricerca di volti nuovi, infatti, ci sono due o tre questioni non di poco conto da dipanare.
Innanzitutto, chi sono questi giovani di cui parla Silvio Berlusconi? Increscioso interrogativo sollevato il 6 dicembre anche da Pierferdinando Casini che, sentendosi chissà perché chiamato in causa, ha rilanciato: «Se siamo vecchi noi, lui allora è catacombale». E tra i risolini generali, il leader Udc ha aggiunto: «Troviamo assieme un giovane, o lo indichi lui, e diamo finalmente a questo Paese un governo più giovane».

La maledizione del delfino

Una parola, vien da dire. Di fatto trovare un giovane di belle speranze tra le prepotenti pieghe gerontocratiche del panorama politico nostrano, oggi appare quasi come un’impresa titanica. Sono anni che i nostri dotti politologi formulano in materia le ipotesi più disparate: a qualche conclusione saranno pur arrivati.
Dunque chi sarà l’erede di Berlusconi? Esperienza insegna che sarebbe meglio evitare di fare questo genere di pronostici. Com’è noto da tempo immemore incombe sulle teste dei prescelti la famigerata “maledizione del delfino”: leggenda vuole che una sorte politicamente infausta spetti a chiunque venga indicato come il successore del Cavaliere. E, in effetti, di delfini mancati ce ne sono stati parecchi negli ultimi anni. Arcaiche superstizioni? Giudicate voi.

Fitto e Alemanno: il pupillo pigliese e quello romano

In principio fu Raffaele Fitto. Ma un solo, innocente passo falso, fece precipitare le grandi aspettative riposte nel giovanissimo presidente della Puglia. Come molti ricorderanno, allora la disfatta assunse le sembianze di Nichi Vendola: Fitto fu incaricato dal presidente Berlusconi in persona per la designazione di un candidato capace di tener testa al leader di Sel. Scelta che ricadde sul “debole” Rocco Palese.
Si sa poi come andò a finire. Palese capitolò e per Fitto quello, più che un passo falso, fu un vero e proprio scivolone. E, in men che non si dica, il pupillo del Cavaliere uscì per direttissima dalla classifica dei pretendenti allo scettro.
Tra giovani e meno giovani, fu poi il turno del “candidato” Gianni Alemanno. In realtà il sindaco di Roma, memore dell’infausta sorte del predecessore, ha sempre rimandato al mittente le ipotesi che lo vedevano come alter ego “in erba” del premier.
Purtroppo per lui, tale pratica scaramantica non sortì i frutti sperati. Di fatto oggi sembra ormai sfumata questa ipotesi, visto anche il progressivo affievolirsi della vis carismatica dell’ex-An, causa rogne capitoline. Mai dire mai, comunque.

Fini e Ghedini: i Berlusconi del domani?

Nella lista dei pretendenti, spicca anche il nome del “giovane” Gianfranco Fini a lungo considerato il “Berlusconi del domani”. Figurarsi che, solo a febbraio scorso, una poco lungimirante Mara Carfagna dichiarava: «È lui il degno erede di Silvio».
Com’è ormai scritto sui libri di storia, da quel giorno gli eventi precipitarono. E il presidente della Camera scelse la via dell’insurrezione a quella dell’annullamento politico. Chiuso il caso.
Dopo di lui, anche Niccolò Ghedini, l’avvocato di ferro, venne additato come possibile erede del premier: ma questa ipotesi sembrò subito poco credibile, e fu quasi immediatamente scartata.

Premier in rosa: Michela e Marina

Tra le esponenti del gentil sesso anche due donne, entrambe giovani, entrambe determinate, nel tempo sono state indicate dalle cronache come “papabili” alla successione del Cavaliere.
La prima è la rossa iper-berlusconiana Michela Vittoria Brambilla: ma questa ipotesi venne formulata sull’onda dell’entusiasmo, al tempo del suo esordio in politica. In realtàle sue ultime campagne lasciano intravedere per lei un cammino diverso, meno politico e più “attivista”.
La seconda “fanciulla” indicata solo negli ultimi giorni come possibile candidata alla successione, è proprio la figlia del premier, Marina Berlusconi. Ma questa teoria è stata immediatamente smentita dalla diretta interessata. Nulla di fatto dunque.

Alfano: un Guardasigilli poco comunicativo

Oggi come oggi, l’ipotesi più accreditata dai già citati dotti politologi vorrebbe Angelino Alfano come futuro leader del centrodestra.
Giovane e di belle promesse, tra i fedelissimi del Cavaliere, il ministro della Giustizia sembra avere tutti i numeri per rivestire questo ruolo. O quasi. Serioso e formale, non sembra in realtà dotato di quella carica comunicativa del suo padrino politico: carenza non di poco conto, e che potrebbe risultare fatale alla sua ascesa al vertice di Palazzo Chigi.
Per il “giorno dopo del centrodestra”, dunque, l’unica certezza è che non ci sono certezze. Del resto anche il Cavaliere, poche ore dopo la sua sorprendente scintilla giovanilista, ha azionato una repentina retromarcia: «Mi dicono che devo andare avanti. Io capisco di avere una certa età, ma devo proseguire nell’interesse del Paese perché non c’è un successore» ha rivelato. Il suo è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Il giovane sostituto di Berlusconi può attendere. E la svolta anti-gerontocratica pure.