Non spogliateci dei diritti

Redazione
08/12/2010

Non c’è manifestazione pubblica che non le veda scendere in piazza. Corteggiate dai fotografi, hanno fatto parlare di sé la...

Non c’è manifestazione pubblica che non le veda scendere in piazza. Corteggiate dai fotografi, hanno fatto parlare di sé la stampa internazionale. Sono le attiviste di Femen, il movimento femminista ucraino, composto da universitarie pronte a togliersi tutto, tranne i diritti.
Alla base delle colorate, e comprensibilmente seguitissime, proteste la battaglia per sconfiggere il luogo comune che l’Ucraina sia «il bordello o la vagina d’Europa». La lotta di queste pasionarie, che sfilano per piazze e strade in slip striminziti e tacchi altissimi, si concentra infatti contro il turismo sessuale nei Paesi dell’Est e a Kiev in particolare.
Una preoccupazione, la loro, supportata dai dati. Secondo un sondaggio promosso dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev, una studentessa su otto si paga gli studi universitari prostituendosi.

Aids, effetto collaterale

Una vera e propria piaga se si considera che uno dei più gravi problemi dell’Ucraina è l’alta incidenza dei malati di Aids. Secondo le statistiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità, circa l’1,6% della popolazione locale è malata e nella sola città di Odessa vivono 150 mila sieropositivi.
Un altro fronte di battaglia è il maschilismo dilagante nella società ucraina, anche se le ragazze storcono il naso se vengono femministe.
Oggi, però, la preoccupazione maggiore è l’incremento del turismo sessuale in vista dei campionati europei di calcio del 2012 in Polonia e Ucraina. «Inviteremo gli stranieri a non frequentare le prostitute», ha dichiarato un’iscritta, «Piuttosto che visitino il Museo dedicato a Mikhail Bulgakov, uno dei nostri più grandi scrittori».