Il testo di "Nonno Hollywood" di Enrico Nigiotti, in gara a Sanremo 2019

Il testo di “Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti, in gara a Sanremo 2019

05 Febbraio 2019 15.55
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Tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2019 c'è anche Enrico Nigiotti: per l'artista non si tratta certo di un debutto televisivo, visto ha già partecipato tra le Nuove Proposte dell'edizione 2015 della kermesse e vanta anche due esperienze nei talent show (Amici nel 2007 e X-Factor nel 2017), ma l'ammissione ai Big della gara canora per eccellenza può essere visto senza dubbio come il raggiungimento di un importante traguardo. Il brano che Nigiotti porta sul palco dell'Ariston si intitola Nonno Hollywood. Il cantante livornese è anche l'autore del brano, una ballata dallo stile classico che fa leva sull'effetto nostalgia: il brano infatti è una dedica al nonno che non c'è più, un collage di ricordi in netto contrasto con il mondo attuale, con un presente in cui «si parla più l'inglese che i dialetti» e in cui si fa fatica a trovare la ricchezza che sta nel semplice. Per il duetto della quarta serata Enrico Nigiotti ha scelto di proporre la sua Nonno Hollywood con Paolo Jannacci.

IL TESTO DI NONNO HOLLYWOOD DI ENRICO NIGIOTTI

Certe cose fanno male
Mica le puoi trattenere
Non c’è modo di cambiare quello che non ti va bene
Dicono che con il tempo tutto quanto passa… ma quand’è che passa!?
Perché non mi passa…
E ricordo proprio adesso ogni volta che ridevi,
Ogni volta che per strada ti fermavi e litigavi con la gente che agli incroci ti suonava il clacson…
Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Centri commerciali al posto del cortile
Una generazione con nuovi discorsi
Si parla più l’inglese che i dialetti nostri
Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare
Mi manca la Livorno che sai raccontare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non lo so
Quanto è bella la campagna e quanto è bello bere vino
Quante donne abbiam guardato abbassando il finestrino
La ricchezza sta nel semplice… semplice…
Nel semplice sorridere in un giorno che non vale niente
Sembra un po’ il secondo tempo
Di una finale da scordare
Come un taxi alla stazione che non riesci a prenotare
Siamo ostaggi di una rete che non prende pesci… ma prende noi
Nonno sogno sempre prima di dormire
Cerco di trovare un modo per capire
Corriamo tra i sorrisi dei colletti «giusti»
Ma se cadiamo a terra poi son cazzi nostri
La vita adesso è un ponte che ci può crollare
La vita è un nuovo idolo da scaricare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… Non lo so
E quindi…
Mi tengo stretto addosso i tuoi consigli
Perché lo sai che qua non è mai facile
Per chi fa muso contro, ancora
E quindi
Per ogni volta che vorrò sentirti
Chiuderò gli occhi su questa realtà
Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Una generazione che non so sentire
Ma in fondo siamo storie con mille dettagli
Fragili e bellissimi tra i nostri sbagli
Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare
Mi manca la Livorno che sai raccontare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non lo so

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