Nostalgia mediatica del dopo festività

Umberto Brindani
09/12/2010

Il Paese si racconta: dalla Parentopoli di Alemanno all'allarme Bankitalia.

Nostalgia mediatica del dopo festività

Non è un’esperienza nuova ed è già stato scritto molte volte, ma tornare in Italia dopo qualche giorno all’estero e aprire i quotidiani dà sempre una sensazione di straniamento. Certo, ormai è difficile, anche quando si è lontani, essere completamente fuori dal sistema informativo, con una dieta mediatica che comunque è fatta di Coriere della Sera su IPad, siti a gogo e messaggini Ansa sul telefonino (compresi, ahimè, quelli di chi è abbonato al servizio per i tifosi dell’Inter…).
Così, non stupisce il titolo di prima del Corriere («Berlusconi bis, si tratta»), né l’interpretazione indignata e allarmata della Repubblica («Camera, il mercato dei voti»), o quella goduta di Libero («Crisi di panico tra i finiani»). Si lavora, spiega sul Corriere Francesco Verderami, per evitare il voto di fiducia del 14 dicembre, «una soluzione a tempo ormai scaduto» interamente nelle mani di Gianni Letta. Un valzer di «segnali», «moniti», «aperture» e «pressing» che ci accompagnerà ancora per giorni e settimane.
Intanto La Stampa mette in prima pagina la vera notizia del giorno: l’allarme di Bankitalia sui mutui. «Quasi il 5 per cento delle famiglie che decide di accendere un mutuo non riesce poi a pagare le rate». E se si pensa che l’osservazione è riferita al 2007, cioè ben prima dell’esplosione dell’ultima crisi economica mondiale, c’è poco da stare allegri.
Sempre su La Stampa, il ministro dello Sviluppo Romani cerca di rassicurarci: «La crisi non è finita ma il Paese ha reagito bene», e promette la semplificazione degli incentivi…

La bufera Assange vista con occhi nazional popolari

Wikileaks watch: Ezio Mauro su Repubblica invoca «il bisogno di capire». La conclusione è che «il potere italiano traballa più di altri, davanti al ciclone Wikileaks, proprio perché è un potere chiuso, opaco, non trasparente, con elementi di forte anomalia per una democrazia occidentale.
Si capisce bene il tentativo berlusconiano di banalizzare le rivelazioni non potendo gestirle, spiegarle, giustificarle, in quanto fanno parte degli arcana imperii che rendono diversa la nostra democrazia». Intanto il Corriere prosegue imperterrito la campagna affidata a Massimo Mucchetti sui misteri petroliferi nostrani: «I pagamenti dell’Eni, il filo con Mosca e il ruolo del mediatore Berezkin» è il titolo della paginata dedicata al caso.
Il Giornale affida a Fausto Biloslavo un pezzo significativamente intitolato «Gli amici di Julian Assange? Il classico giro radical-chic». Straordinaria intervista a Gianni De Michelis per i suoi 70 anni sul Corriere, per la penna di Aldo Cazzullo: «Craxi sbagliò a non scegliere me. Al posto di Amato avrei fermato Mani pulite.
Avevamo Palazzo Chigi, i servizi segreti, il Guardasigilli, i carabinieri. L’errore fu non fare subito il decreto per chiudere Mani pulite, il 4 luglio 1992, il giorno dopo il discorso alla Camera in cui Craxi chiamò tutti a corresponsabili». Ah, bei tempi quando si poteva sognare il golpe.
Il Giornale decide di aprire con un’intervista a tale Di Maulo, definito segretario generale della Fismic, «organizzazione autonoma che rappresenta dipendenti dell’industria e dei servizi, slegata dalla politica, e con 20 mila iscritti veri». L’accusa è la seguente: «Confindustria paga i sindacati: Cgil, Cisl e Uil foraggiate dall’associazione attraverso i fondi e strane pubblicità».
Il Fatto Quotidiano se la prende con il «Sistema Alemanno: piazzare parenti e amici: un’orgia di assunzioni clientelari nelle società del Comune di Roma. Capitale al collasso, ma il sindaco pensa agli affari suoi». Notevole anche la chicca che riguarda Mondadori e Berlusconi. Una guida turistica pubblicata dalla casa editrice di Segrate compila la top 10 dei milanesi più celebri di tutti i tempi: ci sono Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Carlo Borromeo, Stradivari, Volta, Manzoni, Teodolinda, Gian Galeazzo Visconti, Ludovico il Moro e… sì, proprio lui, Berlusconi. Però mancano Teocoli e Bramieri.