La Spagna ha chiesto a Maduro nuove elezioni in Venezuela

25 Gennaio 2019 13.52
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Il governo spagnolo riconoscerà Juan Guaidò come presidente legittimo del Venezuela se Nicolas Maduro non accede a convocare nei tempi più brevi elezioni che rispettino gli standard democratici. Lo rende noto il quotidiano El Pais, citando fonti diplomatiche di Madrid. Secondo le fonti citate, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha mantenuto una serie di contatti con il presidente francese, Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca Angela Merkel e altri leader europei per tentare di definire una posizione comune dell'Unione Europea sulla crisi istituzionale a Caracas. Il 24 gennaio, Sanchez ha incontrato a Davos i presidenti di Ecuador, Lenin Moreno; Colombia, Ivan Duque e Costa Rica, Carlos Alvarado, che gli hanno chiesto che la Spagna riconosca la legittimità di Guaidò, con il quale il premier spagnolo ha anche parlato al telefono.

SPAGNA E PORTOGALLO SPINGONO PER UNA SOLUZIONE EUROPEA

Nel corso della giornata la posizione della Spagna è stata ribadita anche dal ministro degli Esteri Josep Borrell che ha tenuto una conferenza stampa nella capitale: «Al signor Maduro gli diciamo che deve convocare elezioni che garantiscano condizioni democratica, e se non lo fa dovremo cercare un altro percorso nel quale il signor Guaidò dovrà comunque avere un ruolo». Borrell ha spiegato che Spagna e Portogallo sono alla ricerca di un consenso interno all'Ue per affrontare la crisi a Caracas, avvertendo però che «non si arriva ad un accordo a livello europeo non rimarremo fermi».

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BORRELL: «UE NON RICONOSCE ELEZIONE DI MADURO»

«Non vogliamo decidere noi chi governa il Venezuela, vogliamo che siano i venezuelani a farlo», ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola, secondo il quale Maduro deve convocare elezioni «a tempi molto brevi» perché «sennò perderemo l'occasione nella quale per prima volta l'opposizione venezuelana si è mossa in modo unito, esplicito e forte». Borrell ha ricordato che l'Ue «non riconosce la legittimità del signor Maduro perché consideriamo che non è stato eletto in elezioni democratiche» e dunque «ora la domanda è: in che modo dobbiamo agire per garantire che il popolo venezuelano si esprima in modo libero e sicuro?». Il ministro spagnolo ha segnalato che è previsto per oggi un incontro di Guaidò con la stampa a Caracas, e ha chiesto al governo di Maduro che «rispetti la sua immunità parlamentare».

MADURO: «SPAGNA INSOLENTE, LASCI CARACAS»

A stretto giro è arrivata anche la replica di Nicolas Maduro che ha definito «insolenti» le parole di Borrell. «Se la Spagna e il suo ambasciatore vogliono lasciare il Venezuela, che se ne vadano oggi stesso: ci sono molti voli da Caracas a Madrid», ha tuonato il presidente. La Spagna «non deve darci alcun consiglio e ci deve rispettare: nessuno può minacciarci», ha aggiunto.

L'UE PRONTA ALL'ULTIMATUM PER CHIEDERE IL VOTO

L'Unione europea, si apprende da fonti a Bruxelles, sta lavorando per preparare una 'dichiarazione comune' nella quale si chiede la convocazione rapida di elezioni in Venezuela per arginare la crisi. La richiesta della convocazione del voto dovrebbe avvenire al più presto. In altre parole un ultimatum a Maduro ma anche il tentativo da parte dei 28 di sanare le fratture dopo il passo in avanti di alcuni paesi che hanno proposto di riconoscere Guaidò come presidente ad interim.

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