Recensione e trailer di Notti magiche

11 Novembre 2018 15.00
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Paolo Virzì torna nelle sale con un film che parla di cinema. È Notti Magiche, ambientato nell'estate del 1990. Mentre la nazionale italiana sta per essere eliminata dai Mondiali in semifinale dall'Argentina, un'auto vola nelle acque del Tevere. A bordo c'è il cadavere del produttore cinematografico Leandro Saponaro (Giancarlo Giannini) e del crimine vengono accusati tre aspiranti sceneggiatori: Luciano Ambrogi (Giovanni Toscano), Eugenia Malaspina (Irene Vetere) e Antonio Scordia (Mauro Lamantia). I tre ragazzi si sono conosciuti qualche giorno prima in occasione del Premio Solinas di cui sono finalisti e, durante gli interrogatori con i carabinieri, ripercorrono quanto accaduto nelle giornate che hanno condotto al tragico evento.

La sceneggiatura firmata da Virzì insieme con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, mescola finzione e materiale autobiografico portando in scena un giovane arrivato nella Capitale per sfondare nel mondo del cinema. Detto questo il racconto fatica a trovare una propria identità, rimanendo sospeso tra l'effetto nostalgia e l'ironia tagliente con cui si dipinge il sottobosco romano. Nonostante la presenza nel cast di nomi come Roberto Herlitzka, Ornella Muti, o Giancarlo Giannini, i giovani intepreti risultano – anche per come sono tratteggiati i personaggi – respingenti. Non solo. L'esperienza di Virzì non è sufficiente a evitare stereotipi e schemi già visti. Lo stesso vale per la ricostruzione di quegli anni. Pur contando su una fotografia curata con grande attenzione da Vladan Radovic, il film offre un ritratto della fine di un'epoca decisamente poco ispirato (leggi anche: Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti si separano).

Regia: Paolo Virzì; genere: drammatico, commedia (Italia, 2018); attori: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Marina Rocco, Paolo Sassanelli, Annalisa Arena, Giulio Scarpati, Tea Falco, Ornella Muti, Giancarlo Giannini.

NOTTI MAGICHE IN PILLOLE

TI PIACERÀ SE: Ami i film che parlano del mondo del cinema con una certa disillusione e ironia.

DEVI EVITARLO SE: Non apprezzi l'umorismo tipico di Virzì.

CON CHI VEDERLO: Con gli amici ormai cresciuti, per ricordare con un po' di nostalgia gli Anni 90.

PERCHÉ VEDERLO: Virzì riesce a inserire esperienze personali in un quadro storico.

LA SCENA MEMORABILE: L'auto vola dentro il Tevere mentre l'Italia perde la semifinale dei Mondiali.

LA FRASE CULT: «Volete fare gli sceneggiatori, ma non sapete fare gli spettatori».

1. UNA SCENEGGIATURA CORALE E PERSONALE

Francesca Archibugi ha raccontato che lo script ha preso forma mescolando il senso dell'umorismo e i ricordi personali di ogni sceneggiatore. Francesco Piccolo ha invece spiegato che molti aneddoti legati al suo passato, poi usati in Notti Magiche, gli sono tornati in mente ascoltando il discorso scritto da Virzì per la morte di Ettore Scola.

2. UN FAN TRA GLI ATTORI

Mauro Lamantia ha ammesso di essere da sempre un grande fan del regista, di cui apprezza l'intelligenza e il senso dell'umorismo. L'attore è rimasto immediatamente conquistato dalla schiettezza e dall'umanità di Virzì, oltre ad apprezzarne la capacità di ottenere il meglio da ogni attore.

3. PROTAGONISTA QUASI PER CASO

Giovanni Toscano è stato coinvolto nella realizzazione di Notti Magiche quasi per caso: la sua fidanzata aveva letto online che la produzione era alla ricerca di un attore toscano, di età compresa tra i 20 e i 25 anni e ha inviato, un po' per gioco, un'e-mail con le sue fotografie. La direttrice del casting Betta Boni lo ha quindi chiamato per un'audizione, ma Toscano era impegnato nelle lezioni dell'accademia Oltrarno-Teatro della Toscana fondata da Pierfrancesco Favino. Ha però inviato un video ed è riuscito ugualmente a ottenere la parte.

4. LA SCENA DIFFICILE DA GIRARE

Una delle scene più complicate da realizzare è stato il litigio dei tre protagonisti per le strade della Capitale. Irene Vetere ha spiegato che si è trattato di un passaggio particolarmente complesso anche perché Virzì voleva girare con un lungo piano sequenza.

5. UN OMAGGIO ALLA STORIA DEL CINEMA

Virzì ha spiegato che in ognuno dei personaggi ci sono elementi tratti da cinque-sei persone realmente esistite. Lo sceneggiatore interpretato da Herlitzka, per esempio, è la sintesi di Furio Scarpelli, Cesare Zavattini e Sergio Amidei, mentre l'ufficio di Saponaro è stato arredato come quello di Cecchi Gori nel periodo dopo la rottura da Rita Rusic.

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