Le novità sulla legge di bilancio 2019 dalla flat tax alle pensioni

31 Agosto 2018 16.15
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Una legge di bilancio 2019 incentrata su reddito di cittadinanza, flat tax (o dual), pensioni. Sono questi i tre capitoli chiave della manovra, secondo i partiti di governo. Senza poter prescindere dal disinnesco delle clausole di salvaguardia sull'Iva. L'analisi dei provvedimenti nel dettaglio.

1. IVA: DA EVITARE IL RIALZO DEL PRIMO GENNAIO

L'aumento è stato previsto per assicurare la diminuzione del deficit, secondo il percorso di rientro concordato con l'Unione europea. Come già fatto dai governi di centrosinistra, si potrebbe però optare per un calo più graduale, non facendo quindi scattare dal primo gennaio il rialzo dal 22% al 24,2% e dal 10% all'11,5% dell'aliquota agevolata. Per lo stop totale bisogna trovare 12,4 miliardi. Lo vogliono sia Lega sia M5s.

2. REDDITO DI CITTADINANZA: SI PARTE DAI CENTRI PER L'IMPIEGO

Per il sostegno al reddito il primo passo è il potenziamento dei centri per l'impiego (costo stimato 2 miliardi). L'obiettivo è quello di finanziare l'intervento anche con il Fondo sociale Ue. Il nuovo reddito è destinato a inglobare vari strumenti esistenti, dall'assegno sociale al reddito di inclusione, assorbendone le risorse. È da sempre la proposta del Movimento 5 stelle.

3. FLAT TAX: PRIMA QUELLA PER LE MICRO-IMPRESE

la Lega ha già depositato un disegno di legge ad hoc per ampliare la platea dell'attuale regime forfettario al 15% destinato alle partite Iva. Nel progetto la soglia dei ricavi per accedere alla flat tax già esistente (che sostituisce Iva, Irpef, Irap e tasse locali) salirebbe a 100 mila euro. Il costo è alto, stimato in 3,5 miliardi. Se la norma dovesse essere assorbita nella legge di bilancio, non è escluso che il tetto di ricavi possa essere ridimensionato. La proposta arriva dal programma elettorale della Lega.

4. PENSIONI: SI GUARDA A "QUOTA 100"

Uno dei cavalli di battaglia soprattutto della Lega è la revisione della legge Fornero, con l'introduzione di "quota 100" tra età (probabile minimo 64 anni) e contributi. Nel contratto di governo è stimato un costo di 5 miliardi, ma le risorse necessarie potrebbero lievitare fino a 8-9 miliardi. Il M5s propone il tetto alle pensioni d'oro.

5. OPERE PUBBLICHE: SBLOCCARE LE RISORSE A BILANCIO

L'idea, perseguita già negli ultimi anni, ma che ha acquistato vigore dopo il crollo del ponte Morandi, è quella di sbloccare le risorse a bilancio, sia a livello centrale sia di enti locali, per fare avanzare le opere pubbliche. La vuole fortemente il ministro dell'Economia Giovanni Tria.

6. SUPER E IPER AMMORTAMENTO: RITOCCHI IN VISTA

In cantiere la riconferma delle due misure (la prima al 130% e la seconda al 250%), ma probabilmente con qualche novità per le piccole e medie imprese. Potrebbero essere rivisti i coefficienti di ammortamento e garantiti sconti fiscali maggiorati per l'innovazione "datadriven".

7. LAVORO: TRE ANNI IN PIÙ PER GLI INCENTIVI AL SUD

Il governo è già intervenuto nel decreto dignità per prorogare la decontribuzione al 50% per gli under 35. Nella legge di bilancio potrebbe essere estesa per altri due anni anche la decontribuzione al 100% riservata al Mezzogiorno.

8. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MAXI PIANO DI ASSUNZIONI

Il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno vorrebbe concentrare nel 2019 tutte le assunzioni che nel prossimo triennio sarebbero garantite in caso di turnover al 100%. Ogni anno sono previste 150 mila uscite.

9. SPENDING REVIEW: SPESA CORRENTE CONGELATA

Alle amministrazioni verrà chiesto un nuovo sforzo che, nel caso dei ministeri, dovrebbe superare il miliardo l'anno di tagli chiesto nel 2017. Si dovrebbe procedere con un "congelamento" della spesa corrente, eccezione fatta per sanità, scuola e ricerca. Lo chiede il ministero dell'Economia e delle finanze.

10. PACE FISCALE: SOLO PER PICCOLI DEBITORI (ENTRO I 100 MILA EURO?)

Il "saldo e stralcio" riguarda i piccoli debitori (possibile entro i 100 mila euro) e non i grandi evasori. Si tratta di un pagamento forfait per chiudere il contenzioso con il Fisco. L'obiettivo di gettito parte da circa 3,5 miliardi, ma si tratterebbe di entrate una tantum con cui non è quindi possibile finanziare misure permanenti. È una misura targata Lega.

11. AGEVOLAZIONI FISCALI: PRIMA REVISIONE

Per finanziare la tassa piatta si potrebbe mettere mano agli sconti fiscali, compresi quelli per le imprese. Il progetto però, politicamente molto delicato e finora sempre rimandato, dovrebbe essere legato all'intervento generale sul sistema fiscale, con l'introduzione della dual tax (al 15% e al 20%) anche per le famiglie che potrebbe essere già impostata per partire dall'anno d'imposta 2020. Le agevolazioni fiscali, indicate nell'ultimo rapporto allegato alla nota al Documento di economia e finanza (Def) 2017, erano 468.

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