Cecilia Attanasio Ghezzi

Spionaggio, svelato il Grande fratello del Giappone

Spionaggio, svelato il Grande fratello del Giappone

17 Luglio 2018 09.00
Like me!

«Ogni settimana a Tokyo, in un quartiere a meno di 5 km a nordest dello sfavillante incrocio di Shibuya, un autista parcheggia di fronte a un grigio edificio di uffici». Comincia così la prima inchiesta sull'intelligence nipponica e su una sua agenzia, la Dfs, in tutto e per tutto simile all'Nsa statunitense. È il frutto del lavoro congiunto del sito Usa The Intercept e dell'emittente pubblica giapponese Nhk. Un lavoro cominciato a metà del 2016 con un'inchiesta su tre basi statunitensi in Giappone, che nel 2017 le due testate giornalistiche hanno rivelato fare parte di una rete di sorveglianza globale controllata dall'Agenzia nazionale per la sicurezza (Nsa).

Oggi una nuova inchiesta dimostra l'esistenza di un programma di sorveglianza che, grazie all'analisi dei dati che rimbalzano tra i satelliti, ha monitorato telefonate, email e messaggi. Forse non solo del Giappone.

LE ANTENNE DI TACHIARAI

Tutto parte da una base che si trova a Tachiarai, oltre 1000 km a sudovest di Tokyo, dove sorgono due gigantesche antenne rotonde, la cui funzione non è mai stata svelata. I residenti per anni hanno protestato, preoccupati dai possibili effetti sulla salute e sulle normali telecomunicazioni locali. Fatto sta che il governo centrale paga all'autorità locale circa 100 mila dollari l'anno, una specie di compensazione per il disturbo.

L'unico documento sui servizi di sorveglianza nipponici reso pubblico parla proprio di questa base. È un file in inglese che i servizi segreti giapponesi hanno condiviso con l'Nsa e che fa parte delle rivelazioni di Edward Snowden sull'agenzia statunitense.

L’invasione silenziosa delle spie cinesi

Di spie cinesi non si parla quasi mai. Siamo troppo appassionati dai rigurgiti di Guerra fredda che seguono le denunce statunitensi e britanniche sulle attività dell’intelligence russa per accorgerci dei piccoli sommovimenti che, comunque, sono in atto. Sui russi abbiamo un immaginario di decenni di spy story e B movie, una conoscenza sicuramente superficiale ma che ci permette di orientarci.

In questo documento si presenta un programma di sorveglianza chiamato Mallard per il quale il Giappone userebbe proprio la antenne di Tachiarai per monitorare le comunicazioni che passano dai satelliti. Di norma raccoglie e analizza 200 mila sessioni internet a settimana, ma quando i giapponesi decidono di utilizzare la stessa tecnologia per raccogliere informazioni su potenziali attacchi informatici vengono passano a 500 mila all'ora, 12 milioni al giorno. E il tutto per trovare una sola mail collegata agli attacchi informatici.

A RISCHIO IL DIRITTO ALLA PRIVACY

Una mole di dati enorme da processare che ha spinto i servizi nipponici a chiedere aiuto proprio all'Nsa. Così il programma è venuto alla luce. La legge giapponese però proibisce le intercettazioni in assenza di un'ordine del tribunale, ma le comunicazioni via satellite nello specifico non sono normate. L'attività di "monitoraggio" lede comunque il diritto alla privacy che in Giappone è sancito dalla Costituzione.

Secondo Richard Tanter, professore dell'università di Melbourne specializzato in programmi di sorveglianza governativi, dalla base di Tachiarai sono monitorabili oltre 200 satelliti, di cui almeno 30 cinesi. Ma ne esistono anche di russi, sudcoreani, taiwanesi e perfino europei e statunitensi. E nessuno è in grado di dimostrare quante e quali conversazioni siano state oggetto della sorveglianza nipponica. Ovviamente il ministero della Difesa ha assicurato che gli obiettivi sono esclusivamente militari e legati alla sicurezza informatica. Però non è chiaro come sia possibile distinguere le comunicazioni ordinarie da quelle che possono costituire minacce per il Paese prima di processarle.

LA RETE DELL'INTELLIGENCE NIPPONICA

Il tutto è supervisionato dall'unità del ministero della Difesa J6 di cui nessuno conosce esattamente il ruolo e la funzione. C'è poi un ulteriore ufficio, il Ciro (Cabinet Intelligence and Research Organization) a cui arrivano tutte le informazioni raccolte. Lo presiede il capo dell'intelligence in persona, Kitamura Shigeru, che supervisiona anche il lavoro dell'unità J6 e del Denga-pu, un'agenzia del tutto simile all'Nsa statunitense che ha gli uffici nella stessa iperprotetta sede della Difesa.

È qui che ogni settimana aspetta l'autista che ha aperto la nostra storia. Aspetta un passeggero importante in possesso di informazioni dell'intelligence. Dopo dieci minuti quei file arriveranno sulle giuste scrivanie, quelle dei più stretti consulenti del premier giapponese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *