Nucleare, 433 centrali

Redazione
21/08/2012

Oltre 400 centrali nucleari attive in tutto il mondo, 433 per la precisione. Altre 69 sono in costruzione, 160 pianificate...

Nucleare, 433 centrali

Oltre 400 centrali nucleari attive in tutto il mondo, 433 per la precisione. Altre 69 sono in costruzione, 160 pianificate e 329 proposte per la realizzazione.
La psicosi provocata dal disastro di Fukushima non ha fermato i progetti energetici mondiali, nonostante le recenti scoperte inquietanti, come le falene mutanti senza ali e i pesci radioattivi.
Il dato, aggiornato al mese di giugno 2012, è stato fornito, ai Seminari internazionali di Erice sulle emergenze planetarie, da Barbara Thomas Judge, presidente emerito dell’Atomic energy autority del Regno Unito.
USA RE DEL NUCLEARE. Il maggior numero di centrali è negli Usa (104 impianti), seguono Francia (58), Giappone (50), Russia (33), Corea del Sud (23) e India (20).
Dall’analisi dei dati è emerso che è la Cina a puntare, in futuro sul nucleare. Oggi ha 16 centrali attive, 26 in costruzione, 51 già pianificate e 120 proposte per la costruzione. Tutti impianti realizzati seguendo rigidi criteri di sicurezza.
Elemento questo confermato dal professor Lowell Wood, della Hoover Insitution, Stanford University, e allievo prediletto del padre della bomba H Edward Teller.
«In Cina le regole sono più stringenti rispetto a quelle che ha oggi il Giappone».
SOLO DUE CENTRALI ATTIVE IN GIAPPONE. In Giappone, intanto, ha riferito il professor Tatsuo Masuda della Nagoya University of commerce and business graduale school, dopo l’incidente di Fukushima (marzo 2011) sono stati spenti – nel maggio di quest’anno – tutti i reattori: ce ne erano in funzione 54.
I quattro di Fukushima sono rimasti fuori uso. E dei rimanenti 50 «ne sono stati attivati soltanto due. Uno ai primi di luglio, il secondo nella seconda decade dello stesso mese», ha spiegato Masuda.
Tutti gli altri, per ripartire, «sono in attesa di ottenere l’autorizzazione da una commissione nazionale chiamata a scrivere le regole sulla sicurezza».
Gli unici due impianti oggi funzionanti, «sono stati autorizzati dal primo ministro giapponese», ha aggiunto Masuda.
ZICHICHI TEME PER LE CENTRALI NEL TERZO MONDO. Il presidente dei Seminari, Antonino Zichichi, che è per il nucleare sicuro, dice che il vero problema è caratterizzato dal fatto che «l’80% delle centrali nucleari in costruzione sono concentrate nel Terzo mondo, dove i livelli di sicurezza non sempre sono ottimali».
Per Zichichi sarebbe opportuno che ci fosse un’autorità internazionale a dettare le regole.
Lo stesso Hans Holger Rogner dell’International atomic energy agency (Iaea), ha detto che l’organismo «non ha potere per imporre le regole», bensì ha il compito di tracciare le linee guida.