Nucleare: ascoltare ciò che dicono le Regioni

Redazione
02/02/2011

La Corte costituzionale ha accolto solo in parte le numerose censure mosse dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia sul...

La Corte costituzionale ha accolto solo in parte le numerose censure mosse dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia sul decreto legislativo delegato n.31 di un anno fa. Con un’articolata sentenza scritta dallo stesso presidente della Consulta Ugo De Siervo, d’ora in poi le Regioni devono esprimere il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante, prima di ospitare le centrali nucleari sul proprio territorio. 
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 «nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari».
In una precedente decisione dello scorso novembre, la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittime le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietavano l’installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi.
La sentenza è stata accolta in maniera positiva e definita «uno stop all’arroganza del governo», dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. «Le centrali potranno essere realizzate solo con il consenso della regione interessata e segna una svolta importantissima nella battaglia di lotta contro la follia nuclearista del governo Berlusconi».
AGENZIA NUCLEARE. Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato il direttivo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. «Nei prossimi giorni, insieme al presidente Veronesi, riuniremo per la prima volta il direttivo per concordare i prossimi passaggi, a partire dalla costituzione della struttura operativa e dall’individuazione della sede. Il governo procede nel programma per il ritorno al nucleare, un ritorno che, anche grazie al ruolo svolto dall’Agenzia, avverrà nel segno della sicurezza e della tutela dell’ambiente», hanno scritto in una nota congiunta il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e quello dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
Inoltre l’importo delle compensazioni a favore dei Comuni nei territori sedi di centrali nucleari sarà approvato al prossimo. Come ha sottolienato il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia,  «il deposito nazionale dei rifiuti nucleari deve essere realizzato entro il 2011, anche perché ce lo impone una direttiva europea. L`individuazione del deposito segue un suo iter autonomo, indipendente dalla realizzazione del programma nucleare».