Nudi contro il caro-affitto

Redazione
19/10/2010

Da Berlino Pierluigi Mennitti Sta tramontando uno dei miti che nell’ultimo ventennio ha reso Berlino la capitale più attraente d’Europa...

Da Berlino
Pierluigi Mennitti

Sta tramontando uno dei miti che nell’ultimo ventennio ha reso Berlino la capitale più attraente d’Europa per migliaia di giovani: quello degli affitti a buon mercato. La Berlino arm aber sexy, povera ma sexy, celebrata dal sindaco Klaus Wowereit, sta perdendo il suo fascino trasandato e assume, anno dopo anno, più le sembianze di una capitale tradizionale.
Ora vacilla uno degli ultimi baluardi, l’affitto a 4,83 euro per metro quadrato, acqua e riscaldamento esclusi, che è ancora oggi la media cittadina. Nessun’altra città tedesca offre queste cifre, nessun’altra capitale europea promette l’ebbrezza di vivere al centro della nuova Europa a prezzi da monolocale di periferia.

Il business sopra Berlino

Storia passata, ha svelato il 19 ottobre lo Spiegel: essere di tendenza alla fine si paga. Le grandi società immobiliari hanno da tempo fiutato l’affare e oggi offrono abitazioni completamente risanate a nuovi arrivati disposti a pagare cifre più alte.
Vecchi quartieri alternativi, prima snobbati, che si sono ritrovati nel cuore della città dopo la caduta del Muro, stanno cambiando pelle. Inoltre, le spese previste per l’adeguamento delle abitazioni alle nuove e obbligatorie norme per il risparmio energetico ricadranno tutte sui proprietari e, come in un domino, sugli affittuari. Una combinazione di fattori alla quale è difficile sfuggire.
Ci ha provato un gruppo di giovani attivisti alternativi che non vogliono darsi per vinti. Anna Fischhaber, che ha firmato l’articolo, ha seguito una loro manifestazione a Kreuzberg, il quartiere simbolo della Berlino alternativa e multiculturale, negli ultimi anni sottoposto a una immigrazione silenziosa di nuovi ceti benestanti che alcuni “indigeni” vivono come una vera e propria invasione.

Senza abiti a Zurigo come a Parigi

L’azione, o meglio l’irruzione, si è svolta più o meno in questo modo. Individuato un annuncio sul giornale (i nuovi prezzi arrivano fino a 11,50 euro al metro quadro, prezzi simili a quelli di Monaco, la città più cara della Germania), una ventina di giovani si presenta all’appuntamento con il proprietario o, più spesso, con il mediatore di una società.
Gli attivisti, però, mandano all’aria tutto. La scena si svolge rapidamente: i giovani, mascherati, si tolgono i vestiti e si catapultano nell’appartamento nudi, accendono la musica e cominciano a ballare innalzando striscioni e cartelli: “Questo affitto è troppo caro, prezzi da usura!”. La nudità è una prerogativa del movimento berlinese, che ha radicalizzato manifestazioni analoghe già viste a Parigi, Zurigo o Amburgo.

«Proprietari immorali»

Il servizio dello Spiegel ha correlatp un video che riprende alcune delle azioni degli attivisti, disponibili anche su YouTube. Internet è il mezzo attraverso il quale i giovani vorrebbero far parlare di sé e soprattutto spaventare le grandi agenzie immobiliari: «Tutti devono temere che, offrendo appartamenti a prezzi esorbitanti, possono ricevere la nostra visita», hanno dichiarato i portavoce del gruppo alla giornalista dello Spiegel, «i proprietari delle case stanno diventando immorali e privi di scrupoli, dovrebbero essere fermati da una legge».
Se le tesi possono apparire un po’ ingenue, il modo di catturare l’attenzione dei media sembra invece indovinato: i cortei tradizionali non servono più a niente, hanno ammesso gli attivisti, con tutta quella gente arrabbiata e triste: «Noi vogliamo scioccare per diffondere le nostre richieste».

Mercato prima e dopo il Muro

Il dibattito sulla questione affitto è comunque al centro del confronto politico berlinese e l’amministrazione della città ha adottato la scorsa settimana una proposta del Bundesrat, la camera delle Regioni, per porre un tetto all’aumento dei costi.
Prima si poteva mettere un limite solo in caso di penuria di abitazioni nell’intera area cittadina, ora il metro di riferimento diventa ogni singolo quartiere e il prezzo che un nuovo affittuario dovrà pagare non potrà essere superiore al 20% della media del quartiere. Ma la stessa giornalista si è dichiarata scettica sull’efficacia di questa proposta.
Tanto più che Andreas Stücke, il segretario generale della Haus&Grund Deutschland, la più grande associazione dei proprietari di casa, non è sembrato spaventato più di tanto dalle proteste dei nudisti. «Il mercato immobiliare berlinese è ancora piuttosto economico», ha assicurato, «e chi si diverte a spogliarsi in queste occasioni ha il diritto di farlo».
Più dettagliate le considerazioni di David Eberhart, responsabile dell’associazione degli immobiliaristi di Berlino e del Brandeburgo: «I berlinesi sono viziati, i prezzi sono spesso più bassi anche rispetto a città di provincia dei nuovi Länder».
Secondo le sue stime, il costo di un appartamento assorbe il 12,3% del reddito di un berlinese contro il 17,6% di un bavarese di Monaco. «La verità», ha concluso, «è che prima della caduta del Muro il prezzo degli affitti era mantenuto basso artificialmente, per motivi politici. E molte abitazioni, specie nel settore orientale, non erano più abitabili e avevano bisogno di essere risanate. L’apprezzamento del loro valore è stato nell’interesse di tutti».

 

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