Nudismo, l'occasione persa dell'Italia

Nudismo, l’occasione persa dell’Italia

26 Agosto 2012 09.00
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Egregio Direttore,

in qualità di amministratori di una grossa comunità internet,
siamo a scriverle poiché, dopo molti anni di silenzio, vari
media italiani hanno ripreso a parlare, spesso in modo
inopportuno e distorto, di un argomento che ci riguarda molto da
vicino, un argomento invero non così complesso e difficile da
comprendere, uno stile di vita assolutamente normale e
naturale.
Ultimamente, poi, la nostra comunità e il nostro sito sono stati
impropriamente citati, additandoli in modo che ci offende, così
come offende tutti i nostri utenti, e non ci può lasciare
indifferenti.
Amanti dell’informazione precisa e puntuale, ci siamo
pertanto sentiti in dovere di scrivere, con la collaborazione di
alcuni dei nostri più affezionati utenti, questa lettera, che è
anche un articolo di chiarimento, e inviarla ai principali media
italiani con preghiera di pubblicazione.
IN ITALIA I NUDISTI SONO 2 MILIONI. Iniziamo con
il chiarire cosa siano il nostro sito e la nostra
comunità. Trattasi del più grande sito web di naturismo e
nudismo in Italia, il più quotato in Italia dai ranking Alexa e
tra i più quotati nel mondo. Sette ambienti, 13 sezioni, 44
forum, qualche centinaio di pagine, circa 40 mila iscritti, quasi
1 milione di accessi al mese.
I nudisti e i naturisti italiani che praticano in maniera
continuativa si stimano in circa 2 milioni di persone e recenti
statistiche, effettuate anche fuori dall’ambito nudista,
evidenziano che l’80% della popolazione italiana non è
affatto turbata da questa pratica, anzi moltissimi sono coloro
che, in una qualche occasione, specie durante viaggi
all’estero, si sono messi nudi per prendere il sole. Dati,
questi, che fanno capire come l’argomento nudismo non sia di
nicchia, ma possa al contrario coinvolgere molti lettori.
LA VOLONTÀ DI STARE NUDI. Ciò che
caratterizza tutte queste persone è il mero desiderio di star
nudi: da soli come in compagnia, in casa come all’aperto,
nello sport come nel relax. La nudità è indubbiamente benefica
sia per la salute fisica sia per quella psicologica; la nudità,
come dimostrano alcuni studi effettuati negli Usa, è uno
strumento educativo molto efficace sia per gli adulti sia per
giovani, ragazzi e bambini; la nudità è un modo per essere
ecologici. Si tratta, quindi, di vivere normalmente, privi sì di
vestiario, ma senza per questo commettere azioni contrarie alla
morale comune.
INFORMAZIONE ERRATA DAI MEDIA. Purtroppo le
notizie giornalistiche riferite ai nudisti, ai naturisti e al
nostro sito sono spesso associate a depravazione, deviazioni
sessuali ed esibizionismo. In verità il nudismo, il naturismo e
il nostro sito prendono le distanze da tali comportamenti,
comportamenti che non sono minimamente contemplati nel nostro
stile di vita, ne sono in linea con la relativa filosofia. Chi li
persegue viene conseguentemente segnalato e pesantemente
redarguito, quando non addirittura cacciato, tanto nel nostro
sito quanto nei luoghi naturisti e nudisti.
Non rinneghiamo la sessualità delle persone, ma non accettiamo
che la stessa si esplichi pubblicamente, come non accettiamo che
il nudismo, invece che fine diventi il mezzo per la ricerca di
prestazioni sessuali. Quanto spesso viene scritto sul mondo
nudo-naturista è per noi, quindi, fonte di stupore, dispiacere e
talvolta sdegno, ma non per questo rifiutiamo il dialogo civile,
la necessità di un confronto ai fini della comprensione e del
buon senso.
CONTRARI ALLE FORME DI ESIBIZIONISMO. Noi
amministratori e noi utenti del sito e del forum de iNudisti ci
reputiamo persone del tutto normali e ci teniamo a non confondere
il semplice nudo, condizione comune alla nascita, con tutto ciò
che si leghi alle pratiche sessuali o, peggio, alla pornografia.
È questo il più tipico dei preconcetti che emergono
normalmente in una conversazione sul nudismo, mentre, come già
detto, noi siamo assolutamente contrari a ogni forma di
esibizionismo, sia individuale sia di gruppo, e prendiamo le
distanze da ogni sorta di manifestazione che, palesemente o
nascostamente, significhi irrisione delle più elementari norme
di convivenza ed educazione.
NUDI PER VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA. Non
facciamo distinzioni: l’essere umano, uomo, donna o bambino, ha
pari dignità quale che sia la sua scelta di vestirsi o meno. Da
nudi educhiamo noi stessi e i nostri figli a comportarsi con la
stessa naturalezza che si assumerebbe da vestiti, nel contempo,
però, non perdiamo di vista quanto di buono si sia potuto
apprendere al di fuori del semplice istinto: nudismo, naturismo e
stato naturale non significano spogliarsi del proprio bagaglio
educativo per regredire a uno stato animalesco.
Rispettando ogni diversità abbiamo trasceso il senso del
giudizio nei confronti dell’aspetto fisico, dell’età,
delle condizioni personali, sociali e culturali, anche
spiritualmente non indossiamo né imponiamo ad altri la
‘maglia’ di un colore piuttosto che quella di un altro.
Ci limitiamo alla nudità, individuale e collettiva, come
semplice libertà di essere e come elemento essenziale di un modo
di vivere in armonia con la natura.
Questo è ciò che propugna il movimento naturista allo scopo di
favorire il rispetto di se stessi, degli altri e
dell’ambiente (si veda anche la definizione
dell’International naturist federation, presentata al 14esimo
Congresso naturista mondiale del 1974).
I TURISTI EVITANO L’ITALIA. Innumerevoli
sono le opportunità che il nostro Paese potrebbe offrire ai
turisti amanti del nudismo, ma, al momento, vista la grave
carenza di spiagge autorizzate o sulle quali il nudismo viene
tollerato, molti nudisti italiani sono costretti a migrare,
mentre molti di quelli stranieri evitano l’Italia, dirottando
le loro preferenze verso Paesi come Spagna (oltre 200 spiagge
nudiste e tutte le altre sono clothing optional, dove,
cioè, è del tutto indifferente portare o meno il costume),
Francia, Croazia e Grecia dove il nudismo è assai più garantito
se non addirittura legislativamente autorizzato (in Spagna e in
Germania è possibile praticarlo anche nei luoghi pubblici
urbani).
Se consideriamo che mediamente un turista spende attorno ai 1.000
euro a persona per ogni settimana nelle strutture attrezzate, la
perdita per l’economia italiana non è affatto
indifferente.
SERVE UNA LEGGE AD HOC COME IN SPAGNA. Pur senza
nessun aiuto da parte delle istituzioni, anzi, spesso ostacolati,
quotidianamente i nudisti lottano contro individui abbietti,
individui con gravi deviazioni del comportamento sessuale e non
sessuale, una legalizzazione del nudismo, eliminando la
confusione a oggi esistente, scinderebbe nettamente ciò che è
nudismo da ciò che non lo è, contribuendo non poco a debellare
questi malcostumi che, seppur presenti nella quasi totalità
delle spiagge italiane, vengono confusi con il nudismo e a questo
attribuiti.
Una legge che, come in Spagna, garantisca la libera pratica del
nudismo è un diritto dei nudisti e un dovere delle istituzioni
pubbliche, da un lato per l’esigenza di tutelare nudisti e non
nudisti, dall’altro per garantire alle strutture turistiche
l’accesso alle non indifferenti risorse economiche che
verrebbero prodotte dal cospicuo incremento del turismo in
Italia: molti vacanzieri d’Europa (e non solo) avrebbero un
motivo in più per scegliere il Bel Paese.
Esponendo il nostro punto di vista non vogliamo imporre nulla a
nessuno, ma vogliamo solo sensibilizzare l’opinione pubblica,
farle conoscere più da vicino e con maggior precisione quella
che è la nostra filosofia di vita, magari trovare uno o più
referenti istituzionali che si assumano l’onere di
legalizzare la pratica del nudismo. Ciò agevolerebbe chi come
noi ritiene di esercitarla correttamente e, nel contempo, chi,
talvolta per disinformazione, continua a esserne ostile.

Gli amministratori e gli utenti de iNudisti: Andrea Galvan
(Treviso), Domenico Corradin (Vicenza), Emanuele
Cinelli (Brescia) e Massimo Lanari (Perugia).

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